In riferimento alle dichiarazioni del Min. Amato, che vorrebbe “estremisti di destra” presenti alla manifestazione di Vicenza per creare disordini, Alternativa Antagonista e la Redazione di “OTTO”, da sempre impegnati sul fronte dell’antimondialismo, dell’anticapitalismo e dell’antiamericanismo (senza vergogna alcuna di dirlo), seppur non sentendosi né di “destra” né di “estrema destra” (ma gli omologatori del pensiero unico a queste etichette vogliono ridurre noi e gli Uomini…), comunicano che NON saranno presenti alla manifestazione di Vicenza di Sabato 17.02.2007.
Questo non perché non si condivida la battaglia contro la/le base/i americana/e in Italia ed in Europa, né perché ad organizzare sarebbero “comunisti” e “pacifisti”.
Riteniamo giusta la causa che porterà migliaia di persone a marciare manifestando dinanzi la base Usa vicentina.
Solo non è nostra intenzione abboccare ad eventuali trappole che il Sistema potrebbe domani ideare, facendo così indirettamente il suo gioco, sibillinamente preannunciato dal Ministro degli Interni.
Rovinare la legittima manifestazione di Vicenza… paragonare i manifestanti a violenti… allontanare le simpatie dell’opinione pubblica dalla causa anti-Dal Molin… colpevolizzare, ghettizzare, isolare le legittime istanze di realtà militanti, spesso giovanili, troppo sbrigativamente liquidate come “i soliti estremisti” (a prescindere dal loro colore)… rafforzare il consenso al Sistema, magari tramite la tanto cara “Strategia degli Opposti Estremismi” (ed anche per questo evitiamo di mostrare il fianco a qualche utile idiota che, a Vicenza, potrebbe rovinare tutto in nome del reazionario e vetusto “antifascismo militante”)… Noi non ci stiamo e non ci saremo, sostenendo comunque idealmente la protesta vicentina.
Perché, una volta per tutte, l’opinione pubblica deve capire che nulla dobbiamo agli occupanti americani; che da nulla, se non da se stessi, loro debbono difenderci; che, a malincuore, riconosciamo di essere una colonia della Stars&Stripes, ma che ciò non significa che accettiamo di esserlo.
Al contrario, in nome della libertà, nostra, del nostro Popolo e della nostra Terra, rivendichiamo le istanze europeiste, identitarie ed antimondialiste, in nome del futuro che solo noi europei dovremo liberamente decidere… a partire dallo smantellamento delle basi americane dal suolo italiano, segno tangibile dell’occupazione, del dominio e del controllo yankee sulla colonia Europa.