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sabato, 28 aprile 2007

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programmato da OTTOverona alle ore 17:41
sabato, 28 aprile 2007

Tenet accusa Bush: «La guerra a Saddam fu decisa a priori»

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE WASHINGTON - Il presidente Bush «non discusse mai seriamente se l'Iraq rappresentasse una minaccia per gli Stati Uniti né se fosse possibile sventarla senza un'invasione». Decise di attaccare Bagdad fin dal 2001, sebbene la Cia lo avesse informato che Saddam Hussein non era coinvolto nella strage delle Torri Gemelle e si giustificò con la notizia, poi risultata errata, che il raìs possedeva armi di sterminio. Così dichiara in un libro rivelazione, Al centro della tempesta, in uscita lunedì, l'ex direttore della Cia George Tenet che nel 2004 divenne il capro espiatorio del disastro iracheno. Il libro, che potrebbe rafforzare le richieste dei democratici di un ritiro, è un regolamento di conti. Quando Tenet fu defenestrato, la Casa Bianca gli attribuì due colpe: di avere spinto il presidente al conflitto affermando che sarebbe stato un «slam dunk» o canestro facile, e di aver segnalato che Saddam Hussein aveva cercato di procurarsi uranio per l'atomica dal Niger. Ma per l'ex direttore della Cia la responsabilità dello scandalo del Niger fu dell'allora consigliere della sicurezza «Condi» Rice. Mentre il termine «slam dunk» sarebbe stato usato per spiegare quanto sarebbe stato facile convincere gli americani della necessità della guerra. L'ex direttore della Cia spara ad alzo zero sui falchi del governo, in primo luogo sul vicepresidente Cheney e sull'ex sottosegretario alla difesa Paul Wolfowitz, l'attuale presidente della Banca mondiale. Prima del settembre 2001, protesta, ignorarono i nostri moniti su Al Qaeda, e dopo pressarono Bush perché attaccasse l'Iraq.

Corriere della Sera, 28 aprile, pag 18
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mercoledì, 25 aprile 2007

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programmato da OTTOverona alle ore 16:31
martedì, 24 aprile 2007

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programmato da OTTOverona alle ore 12:15
martedì, 24 aprile 2007

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“Con la Palestina nel cuore”: ma fateci il piacere……
23 Aprile
La scorsa settimana la Comunità Solidarista Popoli aveva prontamente aderito all’iniziativa di un certo comitato “Con la Palestina nel cuore” che prevedeva, di lì a qualche giorno, una cena di raccolta fondi per l’apertura di una nuova sede a Roma.
Nell’appello lanciato dal suddetto comitato una frase veniva evidenziata: “Partecipate in tanti !”.
Da sempre interessati a qualunque iniziativa che abbia come fine l’aiuto alla popolazione e ai profughi palestinesi, saremmo stati felici di poter partecipare allo studio di qualche progetto umanitario indirizzato al sostegno di queste vittime del razzismo e dell’aggressività della politica sionista di Israele.
Ma forse, queste nostre posizioni non sono piaciute a chi dice di avere “la Palestina nel cuore”. Infatti, il giorno successivo alla nostra adesione un gentile signore ci ha telefonato informandoci, sempre molto gentilmente, che la nostra presenza alla cena non sarebbe stata gradita. Insomma, “verboten” !
Motivo……..
Il motivo, francamente, non ci interessa. Quello vero, lo conosciamo già. Il surrogato, quello balbettato in qualche modo dal gentile interlocutore, suona banalmente scontato ai nostri occhi ( “ sapete, abbiamo visitato il vostro sito, per una cosa che ci accomuna ce ne sono troppe che ci dividono”). A chi interessa perseguire un fine, che nel nostro caso, pur non sbandierando di avere “la Palestina nel cuore” è quello di portare aiuto concreto a chi ne ha bisogno, le spiegazioni fornite per cercare di giustificare un atto pregiudizialmente discriminatorio danno il voltastomaco.
La democrazia, di cui si riempiono la bocca certi gruppuscoli, non fa certo una bella figura se innalzata a vessillo da faziosi politicanti reazionari travestiti da buoni samaritani.
Per chi, come noi, non è più un ragazzino, per chi, come noi, si è già scontrato in passato con la chiusura mentale degli utili idioti della contrapposizione ideologica (proprio quella che piace tanto al Berlusconi anticomunista e al Magdi Allam dello scontro di civiltà)
l’episodio non rappresenta nulla di nuovo. O meglio, dice soltanto che di nuovo non c’è proprio nulla, all’orizzonte.
Per chi, come noi, da sei anni agisce per alleviare le sofferenze di un popolo in lotta per la propria sopravvivenza, biologica e culturale, senza aver mai chiesto tessere di partito a coloro i quali avessero voluto rimboccarsi le maniche e partecipare ai nostri progetti, la nota melodrammatica della “Palestina nel cuore” suona molto, ma molto stonata.
Ma fateci il piacere………

COMUNITA' SOLIDARISTA POPOLI www.comunitapopoli.org
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domenica, 22 aprile 2007

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programmato da OTTOverona alle ore 20:53
martedì, 17 aprile 2007

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Riferendosi ai recenti sviluppi della “Questione Telecom”, l’esponente radicale Capezzone ha oggi paragonato l’Italia al Venezuela di Chavez.

MAGARI!”, rispondiamo noi.

In tal caso, avremmo un governo che:

- tutelerebbe il proprio Popolo e difenderebbe l‘interesse nazionale;

- nazionalizzerebbe beni di prima necessità e di interesse nazionale per intenti sociali, arrivando a pretendere di vendere il proprio petrolio in euro (sfidando così la vicina “patria della libertà“ a stelle e strisce), espropriare litri e litri di Coca-Cola per dissetare la cittadinanza (e i “poareti”) e difendere le proprie ricchezze naturali dall‘assalto multinazionale, senza nulla svendere al capitale straniero;

- contrasterebbe l’espansionismo, anche economico, americano e neoliberista, solidarizzando anche con quegli stati, qali l‘Iraq di Saddam, aggrediti dagli eserciti mondialisti;

- non sottostarebbe a diktat internazionali e non svenderebbe i beni della propria comunità;

- dialogherebbe e si alleerebbe con gli altri stati del proprio continente per la costruzione di un comune bene continentale (nel particolare, il cd. “bolivarismo”) e per perseguire gli interessi della propria gente (senza affermare, come invece ha fatto Casini, “difenderemo sempre gli interessi americani”), in un‘ottica realmente sociale e di terza via;

- si opporrebbe al continuo stupro liberalcapitalista del Sudamerica, continente dove, in riferimento alle risorse naturali, “si vive nella merda calpestando oro” (ossia l’esatto contrario degli U$A, dove “si vive nell’oro, calpestando merda“);

- sarebbe amato dalla gran parte della popolazione, in primis dalle fasce deboli, indigene ed indigenti (e non a caso nelle immagini tv relativi a proteste antigovernative venezuelane, possiamo sempre notare “poveri” scioperanti indossare Lacoste e vestiti di marca…).

Certo, sarebbe un governo che, perseguendo il bene dei più rispetto all’interesse dei pochi, sarebbe anche poco simpatico a quei “sindacati” che vanno a braccetto con gli interessi di lobby, multinazionali e potentati esteri… e, forse, sarebbe un governo che, come quello di Chavez, sarebbe inviso al George W. Bush di turno, tanto da costringere Dipartimento di Stato & C. a tentare (e fallire) colpi di stato… ovviamente in nome della “libera democrazia mondiale”…   

Ma c’è un non sappiamo chè che ci fa sorgere dubbi che l’attuale governo, come i precedenti del resto, non sia tale…

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programmato da OTTOverona alle ore 09:47
martedì, 17 aprile 2007

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Mentre siamo in attesa di notizie dal fronte birmano in un momento molto difficile per la resistenza del popolo Karen, dedichiamo una riflessione alla vicenda che in questi giorni vede protagonista il fondatore di Emergency.
Torneremo a dare informazioni circa lo stato della guerra in Birmania non appena riusciremo a metterci in contatto con i responsabili di “Popoli” (www.comunitapopoli.org) nella clinica “Carlo Terracciano”.
 
Comunque la pensiate, non fate l’errore di credere per un solo istante alle pesanti accuse lanciate contro Gino Strada dai servizi di sicurezza afghani.
Il fondatore di Emergency è stato indicato come un fiancheggiatore dei Taliban e addirittura di Al Qaeda in Afghanistan. Una sciocchezza totale. Ma inquietante, e che ci deve far riflettere.
Chi scrive è lontanissimo dalle posizioni politiche del dottor Strada (almeno quelle di partenza, quelle che ti hanno accompagnato per anni e anni, magari fin dai tempi della scuola media, e che ti hanno dato una “collocazione”, una etichetta che molto spesso è riduttiva ma che è difficile scrollarsi di dosso).
Ma conosce Gino Strada. Lo ha visto operare in un ospedale della Croce Rossa a Kabul infischiandosene della pioggia di colpi di mortaio e delle sparatorie che interessavano i cortili del complesso, lo ha visto poi aprire il primo ospedale di “Emergency” in Kurdistan, attraversando nervose linee del fronte per portare assistenza sanitaria alle popolazioni coinvolte nel conflitto.
Lo ha perso poi di vista (per modo di dire, perché è impossibile perdere di vista Gino e la sua organizzazione se hai un televisore in casa!) per quel sentimento che spinge gli amici a separarsi consensualmente prima che qualche cosa intervenga a rovinare il loro rapporto.
La politica, prima o poi, lo avrebbe fatto.
Gino è un uomo coraggioso, di cuore. E credo di non conoscere al mondo persona più distante dalla ideologia talebana di quanto sia lui.
È vero che attorno a Gino, accanto alle migliaia di persone animate da spirito caritatevole o da desiderio di impegno non sterile e parolaio che lo sostengono, vi sono anche dei talebani dell’antifascismo. È vero che “Emergency” pesca in un bacino molto ampio e che in questo bacino si trovano anche quegli intellettuali e quei personaggi dello spettacolo che hanno studiato nelle reazionarie e oscurantiste “madrasse” della religione antifascista. È vero che lì in mezzo ci sono quelli che si scandalizzano per il trattamento che le donne ricevono in Afghanistan, ma che poi sorridono sprezzanti nel rivedere nelle immagini dell’Istituto Luce il corpo della Petacci appesa per i piedi e oltraggiata dal piscio dei partigiani. È vero che qualche amico di “Emergency”, sempre pronto adesso ad accusare, giustamente, gli Americani di essere degli occupanti, aveva la bocca ben cucita quando negli anni ’80 l’Armata Rossa mandava al creatore un milione e mezzo di Afgani.
È vero che attorno a Gino si continua a celebrare il vecchio rituale del monoteismo antifascista che tanto piace (perché funzionale al disegno di mantenere in guerra tra loro gli antagonisti) proprio alle oligarchie guerrafondaie e petroliere che noi vorremmo vedere sconfitte. È vero che per molti, lui e quel suo “contorno” di becere guardie bianche del conservatorismo borghese e buonista risultino indigesti.
Ma Gino può essere un fiancheggiatore di Al Qaeda solo nelle deliranti e truffaldine veline di qualche servizio statunitense, britannico o, perché no, italiano. Una di quelle accuse piovute addosso già a tanti altri che in diversi periodi della storia recente avevano messo in discussione la favola del paese dei balocchi del sistema a stelle e strisce. Che poi è il sistema imposto a Kabul dal giorno della non casuale morte di Massoud fino ad oggi.
A dar contro a Gino Strada, oggi non ci sono soltanto, scontatamente, i soliti zeloti del partito israelo-statunitense (da Fini a Gasparri, dalla Bonino a La Russa), ma anche quelli che fino a pochi giorni fa abbracciavano il dottore di “Emergency” ovunque fosse presente una telecamera.
Ma che volete, “s’ha da campà”. E Goldman – Sachs ha le sue esigenze.
Buon “8 settembre“, Gino. Un affettuoso saluto e piena solidarietà da un amico che antifascista non è mai stato. E di cui, quindi, ti puoi fidare.
 
                                                                                                             Franco Nerozzi
Comunità Solidarista POPOLI
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programmato da LolaLametta alle ore 11:51
domenica, 15 aprile 2007

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programmato da OTTOverona alle ore 11:47
venerdì, 13 aprile 2007

Le sigle

Usaf: aviazione

Navy: marina

Army: esercito

Nsa: National security agency [Agenzia di sicurezza nazionale]

Setaf: Southern european task force [Task force sudeuropea]




Elenco per Regioni


Trentino Alto Adige


1. Cima Gallina [Bz]. Stazione telecomunicazioni e radar dell'Usaf.

2. Monte Paganella [Tn]. Stazione telecomunicazioni Usaf.


Friuli Venezia Giulia


3. Aviano [Pn]. La più grande base avanzata, deposito nucleare e centro di telecomunicazioni dell'Usaf in Italia [almeno tremila militari e civili americani ]. Nella base sono dislocate le forze operative pronte al combattimento dell'Usaf [un gruppo di cacciabombardieri ] utilizzate in passato nei bombardamenti in Bosnia. Inoltre la Sedicesima Forza Aerea ed il Trentunesimo Gruppo da caccia dell'aviazione Usa, nonché uno squadrone di F-18 dei Marines. Si presume che la base ospiti, in bunker sotterranei la cui costruzione è stata autorizzata dal Congresso, bombe nucleari. Nella base aerea di Aviano (Pordenone) sono permanentemente schierate, dal 1994, la 31st Fighter Wing, dotata di due squadriglie di F-16 [nella guerra contro la Jugoslavia nel 1999, effettuo' in 78 giorni 9.000 missioni di combattimento: un vero e proprio record] e la 16th Air Force. Quest'ultima è dotata di caccia F-16 e F-15, e ha il compito, sotto lo U. S. European Command, di pianificare e condurre operazioni di combattimento aereo non solo nell'Europa meridionale, ma anche in Medio Oriente e Nordafrica. Essa opera, con un personale di 11.500 militari e civili, da due basi principali: Aviano, dove si trova il suo quartier generale, e la base turca di Incirlik. Sara' appunto quest'ultima la principale base per l'offensiva aerea contro l'Iraq del nord, ma l'impiego degli aerei della 16th Air Force sara' pianificato e diretto dal quartier generale di Aviano.

4. Roveredo [Pn]. Deposito armi Usa.

5. Rivolto [Ud]. Base USAF.

6. Maniago [Ud]. Poligono di tiro dell'Usaf.

7. San Bernardo [Ud]. Deposito munizioni dell'Us Army.

8. Trieste. Base navale Usa.


Veneto


9. Camp Ederle [Vi]. Quartier generale della Nato e comando della Setaf della Us Army, che controlla le forze americane in Italia, Turchia e Grecia. In questa base vi sono le forze da combattimento terrestri normalmente in Italia: un battaglione aviotrasportato, un battaglione di artiglieri con capacità nucleare, tre compagnie del genio. Importante stazione di telecomunicazioni. I militari e i civili americani che operano a Camp Ederle dovrebbero essere circa duemila.

10. Vicenza: Comando Setaf. Quinta Forza aerea tattica [Usaf]. Probabile deposito di testate nucleari.

11. Tormeno [San Giovanni a Monte, Vi]. Depositi di armi e munizioni.

12. Longare [Vi]. Importante deposito d'armamenti.

13. Oderzo [Tv]. Deposito di armi e munizioni

14. Codognè [Tv]. Deposito di armi e munizioni

15. Istrana [Tv]. Base Usaf.

16. Ciano [Tv]. Centro telecomunicazioni e radar Usa.

17. Verona. Air Operations Center [Usaf ]. e base Nato delle Forze di Terra del Sud Europa; Centro di telecomunicazioni [Usaf].

18. Affi [Vr]. Centro telecomunicazioni Usa.

19. Lunghezzano [Vr]. Centro radar Usa.

20. Erbezzo [Vr]. Antenna radar Nsa.

21. Conselve [Pd ]. Base radar Usa.

22. Monte Venda [Pd]. Antenna telecomunicazioni e radar Usa.

23. Venezia. Base navale Usa.

24. Sant'Anna di Alfaedo [Pd]. Base radar Usa.

25. Lame di Concordia [Ve]. Base di telecomunicazioni e radar Usa.

26. San Gottardo, Boscomantivo [Ve]. Centro telecomunicazioni Usa.

27. Ceggia [Ve]. Centro radar Usa.


Lombardia


28. Ghedi [Bs]. Base dell'Usaf, stazione di comunicazione e deposito di bombe nucleari.

29. Montichiari [Bs]. Base aerea [Usaf ].

30. Remondò [Pv]. Base Us Army.

108. Sorico [Co]. Antenna Nsa.


Piemonte


31. Cameri [No]. Base aerea Usa con copertura Nato.

32. Candelo-Masazza [Vc]. Addestramento Usaf e Us Army, copertura Nato.


Liguria


33. La Spezia. Centro antisommergibili di Saclant [vedi 35 ].

34. Finale Ligure [Sv]. Stazione di telecomunicazioni della Us Army.

35. San Bartolomeo [Sp]: Centro ricerche per la guerra sottomarina. Composta da tre strutture. Innanzitutto il Saclant, una filiale della Nato che non è indicata in nessuna mappa dell'Alleanza atlantica. Il Saclant svolgerebbe non meglio precisate ricerche marine: in un dossier preparato dalla federazione di si parla di "occupazione di aree dello specchio d'acqua per esigenze militari dello stato italiano e non [ricovero della VI flotta Usa]". Poi c'è Maricocesco, un ente che fornisce pezzi di ricambio alle navi. E infine Mariperman, la Commissione permanente per gli esperimenti sui materiali da guerra, composta da cinquecento persone e undici istituti [dall'artiglieria, munizioni e missili, alle armi subacquee].


Emilia Romagna


36. Monte San Damiano [Pc]. Base dell'Usaf con copertura Nato.

37. Monte Cimone [Mo]. Stazione telecomunicazioni Usa con copertura Nato.

38. Parma. Deposito dell'Usaf con copertura Nato.

39. Bologna. Stazione di telecomunicazioni del Dipartimento di Stato.

40. Rimini. Gruppo logistico Usa per l'attivazione di bombe nucleari.

41. Rimini-Miramare. Centro telecomunicazioni Usa.


Marche


42. Potenza Picena [Mc]. Centro radar Usa con copertura Nato.


Toscana


43. Camp Darby [Pi]. Il Setaf ha il più grande deposito logistico del Mediterraneo [tra Pisa e Livorno], con circa 1.400 uomini, dove si trova il 31st Munitions Squadron. Qui, in 125 bunker sotterranei, e' stoccata una riserva strategica per l'esercito e l'aeronautica statunitensi, stimata in oltre un milione e mezzo di munizioni. Strettamente collegato tramite una rete di canali al vicino porto di Livorno, attraverso il Canale dei Navicelli, è base di rifornimento delle unità navali di stanza nel Mediterraneo. Ottavo Gruppo di supporto Usa e Base dell'US Army per l'appoggio alle forze statunitensi al Sud del Po, nel Mediterraneo, nel Golfo, nell'Africa del Nord e la Turchia.

44. Coltano [Pi]. Importante base Usa-Nsa per le telecomunicazioni: da qui sono gestite tutte le informazioni raccolte dai centri di telecomunicazione siti nel Mediterraneo. Deposito munizioni Us Army; Base Nsa.

45. Pisa [aeroporto militare]. Base saltuaria dell'Usaf.

46. Talamone [Gr]. Base saltuaria dell'Us Navy.

47. Poggio Ballone [Gr]. Tra Follonica, Castiglione della Pescaia e Tirli: Centro radar Usa con copertura Nato.

48. Livorno. Base navale Usa.

49. Monte Giogo [Ms]. Centro di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.


Sardegna


50. La Maddalena - Santo Stefano [Ss]. Base atomica Usa, base di sommergibili, squadra navale di supporto alla portaerei americana "Simon Lake".

51. Monte Limbara [tra Oschiri e Tempio, Ss]. Base missilistica Usa.

52. Sinis di Cabras [Or]. Centro elaborazioni dati [Nsa].

53. Isola di Tavolara [Ss]. Stazione radiotelegrafica di supporto ai sommergibili della Us Navy.

54. Torre Grande di Oristano. Base radar Nsa.

55. Monte Arci [Or]. Stazione di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.

56. Capo Frasca [Or]. Eliporto ed impianto radar Usa.

57. Santulussurgiu [Or]. Stazione telecomunicazioni Usaf con copertura Nato.

58. Perdasdefogu [Nu]. Base missilistica sperimentale.

59. Capo Teulada [Ca]. Da Capo Teulada a Capo Frasca [Or ], all'incirca 100 chilometri di costa, 7.200 ettari di terreno e più di 70 mila ettari di zone "off limits": poligono di tiro per esercitazioni aeree ed aeronavali della Sesta flotta americana e della Nato.

60. Cagliari. Base navale Usa.

61. Decimomannu [Ca]. Aeroporto Usa con copertura Nato.

62. Aeroporto di Elmas [Ca]. Base aerea Usaf.

63. Salto di Quirra [Ca]. poligoni missilistici.

64. Capo San Lorenzo [Ca]. Zona di addestramento per la Sesta flotta Usa.

65. Monte Urpino [Ca]. Depositi munizioni Usa e Nato.


Lazio


66. Roma. Comando per il Mediterraneo centrale della Nato e il coordinamento logistico interforze Usa. Stazione Nato

67. Roma Ciampino [aeroporto militare]. Base saltuaria Usaf.

68. Rocca di Papa [Rm]. Stazione telecomunicazioni Usa con copertura Nato, in probabile collegamento con le installazioni sotterranee di Monte Cavo

69. Monte Romano [Vt]. Poligono saltuario di tiro dell'Us Army.

70. Gaeta [Lt]. Base permanente della Sesta flotta e della Squadra navale di scorta alla portaerei "La Salle".

71. Casale delle Palme [Lt]. Scuola telecomunicazioni Nato sotto controllo Usa.


Campania


72. Napoli. Comando del Security Force dei Marines. Base di sommergibili Usa. Comando delle Forze Aeree Usa per il Mediterraneo. Porto normalmente impiegato dalle unità civili e militari Usa. Si calcola che da Napoli e Livorno transitino annualmente circa cinquemila contenitori di materiale militare.

73. Aeroporto Napoli Capodichino. Base aerea Usaf.

74. Monte Camaldoli [Na]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

75. Ischia [Na]. Antenna di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.

76. Nisida [Na]. Base Us Army.

77. Bagnoli [Na]. Sede del più grande centro di coordinamento dell'Us Navy di tutte le attività di telecomunicazioni, comando e controllo del Mediterraneo.

78. Agnano [nelle vicinanze del famoso ippodromo]. Base dell'Us Army.

80. Licola [Na]. Antenna di telecomunicazioni Usa.

81. Lago Patria [Ce]. Stazione telecomunicazioni Usa.

82. Giugliano [vicinanze del lago Patria, Na]. Comando Statcom.

83. Grazzanise [Ce]. Base saltuaria Usaf.

84. Mondragone [Ce]: Centro di Comando Usa e Nato sotterraneo antiatomico, dove verrebbero spostati i comandi Usa e Nato in caso di guerra

85. Montevergine [Av]: Stazione di comunicazioni Usa.


Basilicata


79. Cirigliano [Mt]. Comando delle Forze Navali Usa in Europa.

86. Pietraficcata [Mt]. Centro telecomunicazioni Usa e Nato.


Puglia


87. Gioia del Colle [Ba]. Base aerea Usa di supporto tecnico.

88. Brindisi. Base navale Usa.

89. Punta della Contessa [Br]. Poligono di tiro Usa e Nato.

90. San Vito dei Normanni [Br]. Vi sarebbero di stanza un migliaio di militari americani del 499° Expeditionary Squadron;.Base dei Servizi Segreti. Electronics Security Group [Nsa ].

91. Monte Iacotenente [Fg]. Base del complesso radar Nadge.

92. Otranto. Stazione radar Usa.

93. Taranto. Base navale Usa. Deposito Usa e Nato.

94. Martinafranca [Ta]. Base radar Usa.


Calabria


95. Crotone. Stazione di telecomunicazioni e radar Usa e Nato.

96. Monte Mancuso [Cz]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

97. Sellia Marina [Cz]. Centro telecomunicazioni Usa con copertura Nato.


Sicilia


98. Sigonella [Ct]. Principale base terrestre dell'Us Navy nel Mediterraneo centrale, supporto logistico della Sesta flotta [circa 3.400 tra militari e civili americani ]. Oltre ad unità della Us Navy, ospita diversi squadroni tattici dell'Usaf: elicotteri del tipo HC-4, caccia Tomcat F14 e A6 Intruder, gruppi di F-16 e F-111 equipaggiati con bombe nucleari del tipo B-43, da più di 100 kilotoni l'una.

99. Motta S. Anastasia [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

100. Caltagirone [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

101. Vizzini [Ct]. Diversi depositi Usa.

102. Palermo Punta Raisi [aeroporto]. Base saltuaria dell'Usaf.

103. Isola delle Femmine [Pa]. Deposito munizioni Usa e Nato.

104. Comiso [Rg]. La base risulterebbe smantellata.

105. Marina di Marza [Rg]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

106. Augusta [Sr]. Base della Sesta flotta e deposito munizioni.

107. Monte Lauro [Sr]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

109. Centuripe [En]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

110. Niscemi [Cl]. Base del NavComTelSta [comunicazione Us Navy ].

111. Trapani. Base Usaf con copertura Nato.

112. Isola di Pantelleria [Tp]: Centro telecomunicazioni Us Navy, base aerea e radar Nato.

113. Isola di Lampedusa [Ag]: Base della Guardia costiera Usa. Centro d'ascolto e di comunicazioni Nsa.

 

Ecco la vostra Libertà...

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