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In data sabato 20 ottobre 2007 si è svolta la prima attività di sensibilizzazione per il popolo Karen, attuata dalla volontà congiunta dell'associazione culturale "La Torre", di "Alternativa Antagonista" e che ha visto come catalizzatore della stessa, la "Comunità Solidarista Popoli".
L'attività si è svolta sulle scuole medie superiori di Rovereto (Tn) mediante un volantinaggio centrato sui valori del popolo Karen che, dimenticato dai media internazionali, svolge un'attività di difesa delle proprie radici etico-culturali rifiutando la politica internazionale del narcotraffico come principio del facile guadagno.
Nell'attuale situazione della Birmania, proprio il popolo Karen viene dimenticato perché la sua lotta non è allineata alla logica del pensiero unico mondialista ne tantomeno si riconduce al pensiero globale della democrazia di Aung San Suu Kyi premio nobel per la pace.
Ora tutto il mondo rivolge i riflettori del circo politico-mediatico sulla Birmania per chissà quali trame geopolitiche.
Noi non cadremo nella logica degli opposti sistemi, due facce della stessa medaglia, ma difendiamo e difenderemo l'operato di questo popolo che da oltre 50 anni lotta per la propria sopravvivenza contro il genocidio perpetrato dalla giunta militare di ispirazione marxista con il beneplacito dell'occidente mondialista (Usa e Israele compresi).
Un popolo geograficamente molto lontano ma che in realtà ci è molto vicino, essendo contrario alla logica dei proventi generati dalle piantagioni di droga quali oppiacei, metanfetamine e morfine perché ne evita la loro commercializzazione sui nostri mercati europei.
Questo popolo che con il proprio agire difende anche i ragazzi della nostra Europa, evita loro di bersi il cervello con la droga che scorre a fiumi nelle nostre scuole, nelle nostre piazze, nei nostri quartieri.
Questa la prima di molte attività che svolgeremo. Chi vivrà vedrà!
0% DROGA - 100% IDENTITÀ.
| BIRMANIA. I volontari di Popoli sono tornati a Rangoon con medici e aiuti Un veronese tra i villaggi rastrellati dall’esercito |
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Quello dell’informazione è un mondo bizzarro, si appassiona a ondate agli argomenti. La Birmania è sparita dai titoli dei tg, nella pagine è diventata notizia «breve». Eppure la situazione nel Paese non è migliorata da quando una quindicina di giorni fa, sui video, scorrevano immagini impressionanti. |
Verona, lì 04 Ottobre 2007
Solidarietà da tutto il mondo stanno ricevendo, in questi giorni, i monaci birmani e coloro che, in quella terra, si stanno mobilitando contro il locale regime militare.
Correttamente s’è detto che questo governo pseudomarxista viene da anni sostenuto dalla Cina.
In passato e recentemente, alcuni dei nostri militanti si recarono, con la Onlus “Comunità Solidarista POPOLI” (www.comunitapopoli.org, che da ormai 7 anni agisce con il proprio volontariato in quella zona), in Birmania ad aiutare quell’etnia Karen (in lotta contro il governo centrale) che, oggi come in passato, è volutamente ignorata da media e potenze occidentali.
Al di là delle legittime marce e testimonianze di solidarietà occidentali, dunque, qualcuno di noi in merito può parlare… e domandarsi:
- per quale motivo all’opinione pubblica non viene detto che, dietro al governo di Rangoon, oltre a Pechino, vi sono importanti multinazionali, quali la californiana Unocal (sempre quella presente in Afghanistan quando i Talebani non erano proprio nemici degli Usa…) e la francese Total, autrici di quel gasdotto di Yadana, che attraversa i territori dei Karen e di altre etnie e che è stato realizzato grazie a violente azioni dei soldati di Rangoon?
- perché non viene rivelato che la giunta militare birmana da anni è fornita di armi ed intelligence da Israele?
- come non sottolineare il legame tra la nuova paladina del mondo occidentale, Aung San Suu Kyi, e la Gran Bretagna?
- come non vedere, recandosi in quelle terre, che da anni funzionari dell’antidroga statunitense sono lì impiegati i in Birmania in finte campagne di distruzione dell’oppio, tutelando, al contrario, gli interessi occidentali sull’illecito commercio di stupefacenti?
Vedremmo allora la situazione birmana in un’altra ottica, e non solo non combatteremmo inutili battaglie ideali anticomuniste e libertarie in nome della democrazia occidentale (che sanno tanto di sostegno a quel sistema mondialista esportatore di quell’ormai triste “libertà” per molti popoli), ma capiremmo anche che non esiste un “male maggiore” ed uno “minore”, una “padella” ed “una brace”…
…poiché “padella” e “brace”, “bene” e “stati canaglia”, ancora una volta, sono la stessa identica cosa, da ben prima della coraggiosa protesta dei monaci buddisti birmani.
ALTERNATIVA ANTAGONISTA