" | TRA FICTION E REALTÀ. Persecuzioni Rambo e i Karen la denuncia in un film Volantinaggio di Popoli «Lo diciamo dal 2001» |
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| «Rambo va in Birmania. Noi ci siamo dal 2001». È questo il titolo del volantino che i volontari di Popoli onlus hanno distribuito davanti alle sale cinematografiche dove venerdì c’è stata la prima di John Rambo, che racconta delle persecuzioni dell’esercito birmano nei confronti dell’etnia Karen. Il film è un reale spaccato di quanto sia violento quel regime e delle atrocità che ogni giorno vengono commesse tra l’indifferenza generale dovuta forse anche al fatto che non tutti sanno cosa sta accadendo da sessant’anni a questa parte. Adesso nessuno può dire che non sapeva. E quello che il film fa vedere è poco rispetto a quello che davvero accade, per diretta testimonianza di chi laggiù è stato e ha potuto o vedere o sentire raccontare dalla popolazione. Il volantino esorta a godersi la finzione, ma a impegnarsi poi nella realtà sostenendo la comunità solidarista che ha sede in Stradone S.Fermo. Popoli in Birmania, nel Karen state è presente con cliniche costruite e gestite clandestinamente nelle aree di guerra. Nei film di Hollywood è facile vincere, nella realtà la vita di migliaia di persone è legata al lavoro totalmente gratuito di medici e volontari e al rifornimento di farmaci e strumenti e cibo che Popoli garantisce ai Karen che si battono anche contro il traffico di droga. Proprio in questi giorni due medici romani sono con il presidente e fondatore di Popoli, Franco Nerozzi, in missione in quella terra, dove di recente, al confine, a Mae Sot in Thailandia è stato ammazzato il segretario generale, che viveva oltre confine per ragioni di sicurezza. Il funzionario è stato trucidato a casa sua. E sempre a Mae Sot, due giorni è stata fatta esplodere una bomba.A.V. |
http://it.youtube.com/watch?v=IDnaDDcHP_s
POPOLI:http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Search&testo=popoli+birmania&tipo=testo
http://it.youtube.com/watch?v=w04QkBglEMA
http://it.youtube.com/watch?v=yivusIr8L4I&feature=related
ROSSO TREVI:http://it.youtube.com/watch?v=qeXoLEonG6I
http://it.youtube.com/watch?v=pHV4dUmRlaY&feature=related
Vi raccontiamo una favola:
Qualche tempo fa, di notte, un giovane, etichettato come “neofascista”, era vittima di un agguato, premeditato e da lui inaspettato, probabilmente ad opera di altri giovani di differente idea politica.
Al giovane, preso a sprangate e coltellate e con la propria auto distrutta, dovevano essere applicati 139 punti di sutura.
Nel suo caso, nonostante nei mesi precedenti vi fossero stati attentati esplosivi di analoga matrice politica degli aggressori, pochi ed imprecisi articoli di giornale, nessun procuratore della repubblica a rilasciar dichiarazioni e soprattutto… nessun colpevole!
Le telecamere della vicina sinagoga, infatti, sembrerebbero non aver visto nitidamente (e a questo punto qualcuno dovrebbe pensar d’avvisar il Mossad per evitar possibili attentati dei “Bin Laden”, “estremisti razzisti” vari e “terroristi” in genere…)…
Poche settimane dopo, invece, 4 giovani, di cui almeno 2 di origini meridionali e tanto per cambiare etichettati come “neofascisti” ed ultras dell’H. Verona (e poco importa se la maggior parte di loro non lo fosse o fosse romanista…), venivano arrestati per un alterco violento all’esterno di un bar con altri 3 giovani parà della Folgore di origine meridionale: dopo una reciproca breve colluttazione, con lesioni da poco riportate anche dai 4, uno dei militari, a causa di una manganellata, riportava… 10 gg. di prognosi.
Giorni e giorni di carcere… mass media scatenati… procuratori della repubblica che gridano all’allarme sociale… uno screzio da bar che sconfinava in un vero caso politico con attacchi a giunta comunale e realtà vicine agli indagati… ma soprattutto accuse di discriminazione razziale (senza che mai la parola “meridionale” o “terrone” venisse pronunciata… sempre che un meridionale sia un’altra razza o etnia…), lesioni (e non rissa!... senza che quindi i parà venissero indagati…), aggravanti chi più ne ha più ne metta… ed addirittura una iniziale contestazione di tentato omicidio…
Ah, il tutto senza considerare come la diatriba con i parà sembra fosse nata non solo per motivi da bar, ma perché uno dei 4 avrebbe chiesto ai militari spiegazioni in merito a fastidiosi sguardi e battute fatti ad un suo amico di colore…
Ma… “La legge è uguale per tutti!...
p.s.: Ogni riferimento a luoghi, persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale…
…forse…
A.A.