" OTTO?... “Otto è come il tè delle cinque, la partita alla domenica, la sigaretta dopo il caffè… insomma un appuntamento da non perdere”… “Otto? Non l’ho mai sentito!”… “Rivoluzionario!”… “Potete cambiare la grafica, si fa una fatica a leggere…”… “Basterebbe l'anniversario a far comprendere l'importanza di "Otto". Dieci anni di lavoro, fatica, impegno (anche economico) da parte di giovani che non hanno ancora ammainato la bandiera della libertà. Dieci anni testimoniano la concretezza di un progetto: è sulla lunga distanza che si valutano gli uomini. Entusiasmante certo, il "beau geste" che si consuma in pochi istanti. Ma la durezza di un impegno che prosegue nel tempo, se ne infischia delle difficoltà e delle tempeste, della noia e dello scoramento, dell’indifferenza e dello scherno, delle minacce e della repressione non ha eguali, sul campo del valore. All’agguerrita "ciurma" di “Otto” l’augurio di una lunga navigazione verso orizzonti di meritato successo. Ai nemici di "Otto" l’augurio di imparare a leggere…”… “Otto…icastico e significante”… “irriverente”… “non sta alle regole”… “non me ne frega un cazzo”… “Otto- 10 anni di vita controcorrente, di informazione disarmante e politicamente scorretta. Che dire? Ott-imo. Al limite, ora lo apprezzo proprio perché esplicativo su tutto, ma ricordo che all’epoca del liceo, quando mi capitava in mano, non riuscivo ad entrare nella logica con la quale era stato scritto. Ovviamente ero molto più condizionato dall'ambiente conformista che mi circonda(va). Secondo me una paginetta a numero con le principali notizie (o anche una sola) introdotte però con gradualità, partendo dal presupposto che molti lettori non hanno ben chiari i nostri capisaldi logici o conoscitivi (ad esempio, i reali rapporti di forza mondiali) non guasterebbe”… “Avete creato una linea diretta, tra ciò che noi pensiamo e ciò che voi scrivete. Insomma, leggere Otto è come leggere noi stessi”… “Sarà scontato e banale, ma non importa… Otto è… Rivoluzionario”… “Dall'inizio vi seguo e ogni volta mi chiedo "ce la faranno?". Ce la faranno a rompere il muro di nichilismo dei ragazzi, a sgretolare il relativismo dei giovani, ad accendere un po’ di senso critico… ??? Poi mi chiedo "che ne sarà dei giovani che li avvicinano?" Che formazione, che disciplina, che senso di responsabilità sarà loro dato? Quali nozioni, quali canzoni, quali sogni e quali idee? Essendo passati dieci anni un bilancio penso che ormai si potrà tirare, perché "i ragazzi" di 10 anni fa ormai dovrebbero essere grandi. Allora bisogna che Otto diventi esperienza. Comprensibile, condivisibile, esportabile… Bisogna diventare maggiorenni… insomma, 10+Otto fa 18… che è appunto la maggiore età… Vi aspettiamo quindi perché siate voi aspetti positivi e negativi di questa esperienza”… “Che bello già 10 anni, complimenti, sono proprio felice”… “Anticonformista”… “Ho letto per la prima volta Otto quasi dieci anni fa, ai tempi delle superiori (o, per noi pochi nostalgici, del mitico Ferraris). Ricordo la curiosità nel leggere il primo numero di un’idea editoriale alquanto nuova e strana, mi piacque. Il tipo di espressione che cercava di portare avanti era libera e stabile quanto la singolarità di una "ininfluenzata" e ragionata opinione personale, oggetto ormai quasi estinto, che ahimè latita a sprazzi spronato talvolta dal buonsenso di pochi di noi che ogni tanto, senza volerlo, ricordano ("erroneamente"?) ciò che erano (e sono?) nei momenti in cui la loro mente era ancora libera, forse anche grazie all’aiuto della incontenibile gioventù. In quel tempo creare con la propria testa ancora non era così "anticonformista", e anzi, serviva ogni tanto a creare la figura che spesso serviva nel nostro sport nazionale ormai estinto, quella del centromediano metodista… Sono felice che dopo tutto questo tempo ci siate ancora. Non fermatevi ragazzi, buon anniversario!”… “Positivo”… “Faccio i miei complimenti per i 10 anni di vita di Otto, sicuramente il mio giudizio è positivo, sia per i temi trattati sia per la parte goliardica del Muro. Sicuramente viene trattato con cura ed impegno ma soprattutto unico nel suo genere per inventiva e tematiche sociali, molto importanti e quasi sempre snobbate oppure non trattate con abbastanza cura dalle varie aree politiche! Concludo con un saluto a voi e ancora buon decimo compleanno!!”… “Considerando dieci anni di vita di Otto non si può parlare d'altro se non di successo politico. Ritengo necessario complimentarmi con tutti quelli che seguono la redazione e la stesura del periodico, conoscendo per esperienza personale e condivisione, quali e quanti sono gli ostacoli e le difficoltà. Avendo una grande stima delle persone che lavorano per portare avanti questo progetto e conoscendo l’altezza delle loro idee, mi permetto di dire che vorrei che smettessero di scrivere perché pochi si meritano di ragionare sulle stesse. Prestate attenzione ai temi trattati da Otto in questi dieci anni e metteteli a confronto con il più "alto" messaggio politico espresso da chiunque, "ignorante o professore" che sia. Vale la pena veramente regalare il caviale ai maiali?”… “Non lo leggo molto e non condivido parte di ciò che vi si legge, ma ne apprezzo l’idea e la passione che vi sta dietro. Per cui il mio giudizio è senza dubbio positivo!”… “Otto, e sai quel che bevi… www.beiotto.com”... “Avete per caso un contatto con la redazione del giornalino centromediano metodista OTTO? Vorrei suggerire loro di utilizzare carta più soffice e delicata per le prossime copie… mi si sta arrossando il fondoschiena a forza di pulirmici le terga…”… “Borghese”… “Otto è un giornaletto satirico” … “Lo spirito va alimentato. Non basta riconoscerlo, affinarlo, farlo emergere. Bisogna dargli voce, saperlo infondere, permettendogli di comunicare. Recuperando la gioiosa ironia e acquisendo criteri di comunicazione efficaci, genuini, innovatori, dirompenti o quantomeno non banali. Insistiamo sull’iconografia e sul modo di esprimersi. Va nella giusta direzione autonomamente in particolare il mensile veronese Otto”… “Otto si propone di essere il regista di un nuovo modello di pensare e, a giudicare dalla verve degli articoli, ci riesce benissimo”… “Nessuna risposta”… “Irriverente”… “Otto, rivista antimondialista, must per i fasci”… “Semplicemente una definizione: politicamente scorretto”… “Una cagata di giornaletto no-global e pregno di luoghi comuni dove i nazi giocano a fare i sinistri rivoluzionari”… “La squallida rivista-nazi-confuso-post-adolescenzial-fascista Otto (un vero cult)”… “Il giornalino studentesco Otto è una fanzine di fasci – redazione di giovani militanti nazional-popolari - distribuita anche al Bentegodi”... “Otto? Da fogo! Prendilo!”… “Otto? Gli 883 della politica!”… “Applausi per Otto!”…
Con questo numero, OTTO entra nel decimo anno di vita e, diversamente dal passato, in questa occasione abbiamo voluto che foste voi lettori a scriverne l’editoriale, con i vostri giudizi, le vostre critiche, i vostri apprezzamenti ed i vostri dileggi.
Non abbiamo vittorie da esaltare e trionfi da celebrare, le autocelebrazioni non ci piacciono e non sono il nostro fine, così come non ci vogliamo prendere meriti che probabilmente non abbiamo.
Già il fatto di aver sinora ottenuto risposte (queste pubblicate, come molte altre) a quanto da noi scritto in ogni singolo numero, è per noi già qualcosa di soddisfacente, e soprattutto una certezza abbiamo ottenuto: tra detrattori ed estimatori, tra indifferenza e vari tentativi altrui di copiarci e rimpiazzarci (salvo poi, dopo il loro fallimento, dire che un “giornaletto” non serve ad un cazzo…), nonostante gli anni, siamo ancora qui! E questo per noi, e magari solo per noi, è aver raggiunto un traguardo insperato nel 1999. Nulla di più… a chiunque, ancora una volta, lanciamo l’invito a partecipare o a sfidare sullo stesso terreno il nostro periodico, con le stesse nostre possibilità (zero mezzi, zero esperienza, tanta buona volontà e amore per le proprie idee)… vedremo chi durerà tanto tempo e con gli stessi giudizi (tutti) dei lettori, qui sopra pubblicati. Ad OTTO non ci resta che augurare… OTTOcento di questi giorni!!!