" LIBERTÀ PER RADOVAN KARADZIC
Il “nuovo Hitler” avrà finalmente la condanna che si merita: così hanno esultato i media atlantisti all’indomani della cattura dell’ex presidente della Repubblica Serba di Bosnia, Radovan Karadzic.
Ancora una volta, dopo l’arresto di Slobodan Milosevic e la consegna volontaria di Vojislav Seselj, il Tribunale Penale Internazionale, propagandistica istituzione illegittima del potere mondialista, ha ottenuto il risultato di colpire al cuore
Per raggiungere i suoi obiettivi l’internazionale del terrore americana si è servita dei politicanti servili del “fronte europeista”, che dopo trattative a dir poco truffaldine, è riuscito a formare un governo liberaldemocratico filo-atlantico, che otterrà il contentino dell’adesione all’Unione Europea in cambio della consegna del Patriota Karadzic.
L’arresto di Karadzic si configura, inoltre, come una manovra contro la sovranità della Republika Srpska, decisa più che mai a mantenere le prerogative ottenute con il trattato di Dayton, specie dopo il fallimento finanziario della Federazione croato-musulmana.
Radovan Karadzic dovrà ora difendersi davanti a un tribunale che ha già sputato la sua falsa sentenza, basandosi su fatti dimostrati come falsi, a cominciare dal presunto massacro di Srebrenica, definito “il più grave crimine commesso dopo la shoa”, già smentito dallo Srebrenica Research Group, un gruppo di esperti anglosassoni (AA.VV., “Il Dossier nascosto del "genocidio" di Srebrenica”, ed.Città del Sole, 2007). Per evitare problemi i giornalisti di sistema hanno già cominciato a parlare degli immancabili “campi di concentramento”, la cui importanza, come ammesso dallo stesso Izetbegovic fu ingigantita per fornire un pretesto ai bombardamenti della NATO sui Serbi di Bosnia.
Il Coordinamento Progetto Eurasia si schiera accanto ai Patrioti, vera anima della Serbia, e denuncia l’ennesima ipocrisia della cosiddetta “giustizia internazionale” (perché processare Karadzic e non D'Alema o Clinton, responsabili di bombardamenti sulla popolazione civile?), soprattutto in seguito alle assoluzioni farsa del bosniaco Nasser Oric e del kosovaro Haradinaj, rei confessi dell'uccisione di numerosi civili serbi.
Segnaliamo inoltre la nascita del Comitato per
Coordinamento Progetto Eurasia
www.cpeurasia.org