programmato da OTTOverona alle ore 19:44
sabato, 31 gennaio 2009

Per l'ex Br Morucci, che venerdì sarà a Casa Pound,
la gabbia antifascista è un'idiozia preoccupante
È ovvio che colpisce, deve colpire perché si parla sempre di lutti e poi si alzano in continuazione gli steccati politici”.
Risponde così Valerio Morucci, ex-militante Br e autore del libro «Patrie galere» alla domanda sul motivo che lo ha spinto a presentare il suo lavoro al centro sociale di destra Casa Pound, il 6 febbraio prossimo. «L'antifascismo è un residuo - continua Morucci - sull'argomento ho una visione differente dalla vulgata storica, sono vicino alle posizioni di Romeo (storico e politico del '900. ndr.). Se pensiamo che la destra radicale, oggi, è no global, antimperialista, anti ogm beh, forse è il caso di riflettere».
«Il fascismo non è il male assoluto - aggiunge - ammesso che questo concetto esista da un punto di vista storico. La versione la fanno i vincitori». Morucci ha anche risposto a una domanda sui fatti di piazza Navona del 29 ottobre scorso quando ci furono incidenti tra giovani di destra e di sinistra: «Sono rimasto molto preoccupato, in particolare, dal fatto che si incitava allo scontro al grido di 'siamo tutti antifascisti'».
Larga eco, sui forum di estrema destra, ha avuto la notizia della presenza di Morucci a Casa Pound: sul sito «vivamafarka» parecchi utenti di altre città italiane ha annunciato il loro arrivo a Roma per presenziare alla presentazione del libro dell'ex-Br.

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programmato da OTTOverona alle ore 17:34
venerdì, 16 gennaio 2009

OTTO_Inv_08_09

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OTTO - INVERNO 2008-2009

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programmato da OTTOverona alle ore 16:37
mercoledì, 14 gennaio 2009

Non competizione, sinergia!

La popolazione di Gaza soffre ed è isolata. L'esercito israeliano, malgrado le decisioni ufficiali, non fa passare né viveri né medicine; siamo oramai sull'orlo del genocidio. Siamo in molti, tra gli uomini liberi e coscienziosi, a impegnarci per lenire le sofferenze di questa gente vittima dell'odio.
Per questa ragione noi della Comunità Solidarista Popoli e dell'associazione Soccorso Sociale, ci siamo immediatamente attivati.

Il fatto che abbiamo iniziato autonomamente le nostre campagne e indicato degli specifici numeri di conto corrente non vuole assolutamente dire che siamo in concorrenza: tutti gli aiuti convergeranno in perfetta sintonia d'intenti. Abbiamo anche preso in considerazione l'ipotesi di fare tutto con un'unica sigla ma abbiamo concluso che gli inconvenienti derivanti da questa scelta supererebbero i vantaggi visto che abbiamo sì un pubblico comune ma anche dei pubblici diversificati che hanno familiarità con l'una o l'altra sigla.

Inoltre sappiamo che esistono altre realtà (comitati, coordinamenti, associazioni) che intendono muoversi nella stessa direzione e che dovranno giocoforza mantenere le loro denominazioni. Ragion per cui l'unità dovrà tener conto della necessaria molteplicità.

Intendiamo quindi rassicurare tutti quelli che sono nostri interlocutori comuni; sostenere l'una o l'altra delle nostre iniziative è assolutamente identico; non siamo in competizione ma in sinergia. E occasioni per promozioni comuni della campagna per Gaza non mancheranno di certo.

Questa volta la pluralità di sigle è articolazione organica e non competizione da pollaio.

Aiutiamo, insieme, la gente di Gaza


Franco Nerozzi - Comunità Solidarista Popoli

Arrigo Trevisanello - Soccorso Sociale

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programmato da OTTOverona alle ore 14:52
lunedì, 12 gennaio 2009

POPOLI su "Il Corriere della Sera - Corriere di Verona" del 11.09.09, pag. 8

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...e su "L'Arena"

L'Arena - IL GIORNALE DI VERONA

Domenica 11 Gennaio 2009 CRONACA Pagina 12

SOLIDARIETÀ. Volantinaggio e raccolta fondi dell’associazione: «Porteremo cibo e medicine»

Gaza, appello di Popoli per la Palestina

Contro il massacro della popolazione palestinese a Gaza si mobilita anche la Comunità solidarista Popoli che, in collaborazione con l’associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese, ha organizzato ieri in via Mazzini un presidio con volantinaggio.
«Il settanta per cento delle vittime dell’aggresisone sionista a Gaza è costituita da civili», spiegano i volontari dell’associazione, «Il 35 per cento da bambini. Restare semplicemente a guardare equivale a rendersi complici del massacro. Gli abitanti di Gaza non hanno bisogno di proclami di solidarietà. Nè di sterili chiacchiere che non costyano nulla». E proseguono. «A loro servono farmaci, cibo e carburante. Noi glieli faremo avere, per questo diamo avvio alla raccolta fondi». Per contribuire alla causa, fare il versamento sul conto corrente postale 27183326 o bonifico bancario. Causale: Emergenza Gaza.
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programmato da OTTOverona alle ore 13:16
sabato, 10 gennaio 2009

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programmato da OTTOverona alle ore 23:43
giovedì, 08 gennaio 2009

L'INDIFFERENZA UCCIDE

Restare a guardare equivale a rendersi complici del massacro. Le vittime di Gaza non hanno bisogno di
proclami di solidarietà, di sterili chiacchiere da blog, ma di mezzi di sopravvivenza.

PARTECIPATE ALLA RACCOLTA DI FONDI DESTINATI ALLA POPOLAZIONE DI GAZA.
FATE UN BONIFICO BANCARIO O UN VERSAMENTO POSTALE SUI CONTI DELLA COMUNITA' SOLIDARISTA POPOLI.
LE DONAZIONI VERRANNO INTERAMENTE UTILIZZATE PER L'ACQUISTO DI FARMACI E BENI DI PRIMA NECESSITA'.

C.C. POSTALE: 27183326

CODICE IBAN PER BONIFICO BANCARIO: IT19R051881170300000005719 2




PERCHE' STIAMO CON ISRAELE

Nel 1948 gli Arabi, con l'appoggio di alcune nazioni occidentali e la benedizione di potenti lobbies islamiche e neonaziste, crearono uno stato confessionale sulle terre abitate dagli Ebrei, sottraendo a questi più del 78% dei territori in cui vivevano da duemila anni.
Da tempo gli arabi avevano già provveduto a terrorizzare la comunità ebraica attaccando villaggi e distruggendo insediamenti, e a far saltare in aria soldati inglesi e semplici civili per mettere subito in chiaro chi avrebbe comandato in quel pezzo di terra. Donne e bambini ebrei vennero massacrati senza pietà da milizie barbute che agitavano il Corano.
Dopo aver vissuto la tragedia dell'Olocausto gli Ebrei subivano quindi una nuova sciagura.
Negli anni seguenti la formazione dello stato musulmano, una serie di guerre portò i Palestinesi ad occupare nuovi territori abitati da Ebrei. Il sogno della "Grande Palestina" promessa da Maometto stava per realizzarsi. Gli estremisti islamici se ne infischiavano delle numerose risoluzioni dell'ONU che condannavano la politica espansionistica dello Stato Palestinese. E nessuno osava intervenire in maniera realmente efficacie. I Palestinesi sono molto influenti, si sa. La lobby palestinese influenza la politica
occidentale, controlla l'informazione, manovra in parte i mercati finanziari. E la macchina propagandistica palestinese è così potente da riuscire ad annichilire sul nascere ogni voce che tenti di alzarsi in difesa degli Ebrei. Un chiaro esempio di ciò ci viene dal settore cinematografico ("l'arma più potente"). Non si hanno ricordi di pellicole prodotte da Hollywood che descrivano o anche soltanto accennino alla tragedia dell'Olocausto. E non è forse vero che ogni iniziativa, politica o culturale, che possa tener viva la memoria di quegli avvenimenti tragici viene sistematicamente scoraggiata in ogni parte del mondo?
Non è forse vero che nei testi scolastici l'Olocausto è appena accennato, mentre basta una timida protesta contro la politica espansionistica del governo palestinese per rischiare una infamante denuncia per "antiarabismo"?
In mezzo a questa congiura del silenzio, 6 milioni di Ebrei sono costretti da decenni a vivere come profughi nei paesi che confinano con la Grande Palestina. Non è loro consentito il rientro nei territori che essi abitavano prima dell'arrivo dei musulmani.
Verboten !!!
Al contrario, in Palestina può divenire cittadino chiunque decida di stabilirvisi, proveniente da ogni parte del mondo, dalla Russia come da Papua o dalle isole Tonga, purchémusulmano doc.
Cosa possono fare i poveri Ebrei allora per far sentire la loro voce disperata? Come possono scuotere l'opinione pubblica mondiale che sembra ignorare la tragedia di un popolo assetato, costretto a vivere in una stretta lingua di terra sovrappopolata, esposto alle violenze dell'esercito del Saladino, che impedisce ai bambini di raggiungere le loro scuole, ai contadini di coltivare gli ulivi? Pietre contro i blindati di Allah, attentati suicidi,lancio di missili "Abram" che scalfiscono le tegole delle case dei coloni musulmani.
I soldati con la Mezzaluna Rossa sono invece perfettamente armati grazie a miliardi di dollari che giungono nelle casse della Grande Palestina ogni anno. I feroci saladini sparano sui bambini. Sulle donne. Sui pacifisti che si oppongono alla distruzione delle abitazioni degli Ebrei. Tanto sanno che alla fine, la Storia, quella ufficiale, quella che nessun studioso può mettere in dubbio, pena la galera, darà loro ragione.
Ecco perché anche noi della Comunità Solidarista Popoli, come Gasparri, Capezzone e tanti uomini di buona volontà (quelli per intenderci che fanno scelte coraggiose, pronti a mettere a repentaglio addirittura la loro carriera politica per sposare la causa dei più deboli), stiamo tutti, orgogliosamente, con Israele.

Franco Nerozzi

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programmato da OTTOverona alle ore 17:34
domenica, 04 gennaio 2009

PREDICATORI DI DEMOCRAZIA…

Signori e Signore… siamo al circo!

Sono giorni, mesi, anni oramai che i media ci saturano il cervello inondandoci di notizie riguardanti la situazione in Palestina, prima con la guerra civile tra le fazioni palestinesi, ora con i razzi di Hamas su Israele e la “legittima” (?) risposta stragista di Tel Aviv.

E, ovviamente, contemporaneamente ci fanno il lavaggio del cervello per accomodarci le scelte politiche-strategiche dei Paesi occidentali civilizzati e democratici…

Non abbiamo letto, né sentito, né visto una sola notizia che sostenesse, a suo tempo, il diritto a rivendicare la vittoria elettorale da parte del partito palestinese vincitore, ed ora la legittima difesa da parte del Popolo arabo dei suoi figli, bimbi in primis, dalla “rappresaglia” indiscriminata dello stato sionista.

Questo perché Hamas, che gode di buona parte del consenso palestinese, è un’organizzazione non conforme ai rigidi schemi mondialisti delle Nazioni occidentali (che già a suo tempo pretendevano “democraticamente” di controllare le elezioni, da convalidarsi da organi di controllo occidentali…?!), e che soprattutto rappresenta una spina nel fianco per gli interessi dei Signori del Sistema “liberal-capitalista-democratico”.

Una realtà, Hamas, che è sì anche una fazione armata della volontà di autodeterminazione palestinese, ma che gode del consenso popolare proprio perché rappresenta quello che lo Stato dovrebbe essere: sostegno organico in tutti gli ambiti sociali a tutte le fasce della propria comunità. 

Comprensibile, quindi, come i “Predicatori di Democrazia” abbiano dato ragione (a volte con imbarazzo, altre con un imbarazzante silenzio) prima ad Al-Fatah ed ora (come sempre) a Tel Aviv.

Una “democrazia” a chiave di lettura unilaterale e fondata sugli interessi di singoli stati o apolidi lobby. Ossia: un dubbio sempre più fondato che la democrazia sia una delle grandi fandonie della storia, una parola buona per tutte le occasioni e per giustificare ogni azione che di democratico ha ben poco… tanto “è in nome della Democrazia”!

Dove sono finiti gli embarghi, le ammonizioni, le contromisure, gli interventi, anche armati, adottati contro quegli stati o realtà ritenuti (a piacimento ed interesse occidentale) “canaglia” (Serbia, Afghanistan, Iraq, Iran, Corea del Nord, Hezbollah libanesi…) per quell’entità che, è agli occhi di tutti, da giorni nella Striscia di Gaza massacra indiscriminatamente centinaia e centinaia di civili palestinesi (compresi vecchi, donne e bambini) con attacchi che di “intelligenti” non hanno neppure più la parvenza? “Diritto alla difesa” si dirà (per poche vittime, centinaia di omicidi?...)… “Sia mai, toccare il povero staterello di Israele è lesa maestà” noi si risponderà!  

Una democrazia, quindi, che non esiste o, quantomeno, è ritenuta esistente solo quando rispecchia i desideri dell'Occidente. Come i governi sono decisi dall’alto e bisogna fare di tutto perché ognuno assolva il suo compito nel grande scacchiere mondialista, così esistono popoli di serie A e di serie B, con i primi che sono intoccabili in nome del “ricordo” e dell’affermazione della “lotta all’antisemitismo” e della democrazia, ed i secondi che sono trucidabili in  nome della “democrazia che avanza”, della “pace nel mondo”, della “lotta al terrorismo”… perpetrata da stati dalle condotte terroristiche pronti ad eliminare non più solo il pensiero non allineato ma pure, è sempre più palese, in base alla razza, all’etnia, alla nazionalità o alla religione.
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