" | Per l'ex Br Morucci, che venerdì sarà a Casa Pound, la gabbia antifascista è un'idiozia preoccupante |
![]() |
|
“È ovvio che colpisce, deve colpire perché si parla sempre di lutti e poi si alzano in continuazione gli steccati politici”.
Risponde così Valerio Morucci, ex-militante Br e autore del libro «Patrie galere» alla domanda sul motivo che lo ha spinto a presentare il suo lavoro al centro sociale di destra Casa Pound, il 6 febbraio prossimo. «L'antifascismo è un residuo - continua Morucci - sull'argomento ho una visione differente dalla vulgata storica, sono vicino alle posizioni di Romeo (storico e politico del '900. ndr.). Se pensiamo che la destra radicale, oggi, è no global, antimperialista, anti ogm beh, forse è il caso di riflettere». «Il fascismo non è il male assoluto - aggiunge - ammesso che questo concetto esista da un punto di vista storico. La versione la fanno i vincitori». Morucci ha anche risposto a una domanda sui fatti di piazza Navona del 29 ottobre scorso quando ci furono incidenti tra giovani di destra e di sinistra: «Sono rimasto molto preoccupato, in particolare, dal fatto che si incitava allo scontro al grido di 'siamo tutti antifascisti'». Larga eco, sui forum di estrema destra, ha avuto la notizia della presenza di Morucci a Casa Pound: sul sito «vivamafarka» parecchi utenti di altre città italiane ha annunciato il loro arrivo a Roma per presenziare alla presentazione del libro dell'ex-Br. |
|
|

Oppure richiedi la versione cartacea a postaotto@hotmail.com


Signori e Signore… siamo al circo!
Sono giorni, mesi, anni oramai che i media ci saturano il cervello inondandoci di notizie riguardanti la situazione in Palestina, prima con la guerra civile tra le fazioni palestinesi, ora con i razzi di Hamas su Israele e la “legittima” (?) risposta stragista di Tel Aviv.
E, ovviamente, contemporaneamente ci fanno il lavaggio del cervello per accomodarci le scelte politiche-strategiche dei Paesi occidentali civilizzati e democratici…
Non abbiamo letto, né sentito, né visto una sola notizia che sostenesse, a suo tempo, il diritto a rivendicare la vittoria elettorale da parte del partito palestinese vincitore, ed ora la legittima difesa da parte del Popolo arabo dei suoi figli, bimbi in primis, dalla “rappresaglia” indiscriminata dello stato sionista.
Questo perché Hamas, che gode di buona parte del consenso palestinese, è un’organizzazione non conforme ai rigidi schemi mondialisti delle Nazioni occidentali (che già a suo tempo pretendevano “democraticamente” di controllare le elezioni, da convalidarsi da organi di controllo occidentali…?!), e che soprattutto rappresenta una spina nel fianco per gli interessi dei Signori del Sistema “liberal-capitalista-democratico”.
Una realtà, Hamas, che è sì anche una fazione armata della volontà di autodeterminazione palestinese, ma che gode del consenso popolare proprio perché rappresenta quello che lo Stato dovrebbe essere: sostegno organico in tutti gli ambiti sociali a tutte le fasce della propria comunità.
Comprensibile, quindi, come i “Predicatori di Democrazia” abbiano dato ragione (a volte con imbarazzo, altre con un imbarazzante silenzio) prima ad Al-Fatah ed ora (come sempre) a Tel Aviv.
Una “democrazia” a chiave di lettura unilaterale e fondata sugli interessi di singoli stati o apolidi lobby. Ossia: un dubbio sempre più fondato che la democrazia sia una delle grandi fandonie della storia, una parola buona per tutte le occasioni e per giustificare ogni azione che di democratico ha ben poco… tanto “è in nome della Democrazia”!
Dove sono finiti gli embarghi, le ammonizioni, le contromisure, gli interventi, anche armati, adottati contro quegli stati o realtà ritenuti (a piacimento ed interesse occidentale) “canaglia” (Serbia, Afghanistan, Iraq, Iran, Corea del Nord, Hezbollah libanesi…) per quell’entità che, è agli occhi di tutti, da giorni nella Striscia di Gaza massacra indiscriminatamente centinaia e centinaia di civili palestinesi (compresi vecchi, donne e bambini) con attacchi che di “intelligenti” non hanno neppure più la parvenza? “Diritto alla difesa” si dirà (per poche vittime, centinaia di omicidi?...)… “Sia mai, toccare il povero staterello di Israele è lesa maestà” noi si risponderà!