programmato da OTTOverona alle ore 15:13
martedì, 18 marzo 2008

Tratti da WWW.CPEURASIA.ORG:

 Craxi e l'OLP: "La lotta armata dei palestinesi è legittima"


Non è un filmato di fantascienza. 6 novembre 1985: alla Camera dei Deputati, il Pres. del Consiglio Bettino Craxi riferisce sulla politica estera del Governo. Lo statista del PSI rivendica, pur contestandone l'efficacia, il diritto dei palestinesi a condurre una lotta armata di liberazione nazionale dall'occupazione straniera, citando anche il "padre della patria" Giuseppe Mazzini. In aula si scatena il partito americano: La Malfa s'innervosisce, Filippo Berselli, oggi senatore di AN, non vuole fargli finire il discorso; facce tese tra le file del MSI: si notino Tremaglia e Fini. Sappiamo tutti che fine ha fatto Craxi. Ha pagato per questo, per Sigonella, per l'opposizione alla svendita dei "gioielli di famiglia" dell'economia nazionale. Oggi lui non c'è più, indicato a capro espiatorio del malaffare italiano: ma tutti quei contestatori siedono ancora nel Parlamento della Repubblica delle banane.

Galloni: Moro mi disse che sapeva di infiltrati CIA e Mossad nelle BR


"Non posso dimenticare un discorso con Moro poche settimane prima del suo rapimento: si discuteva delle BR, delle difficoltà di trovare i covi. E Moro mi disse: 'La mia preoccupazione è questa: che io so per certa la notizia che i servizi segreti sia americani che israeliani hanno infiltrati nelle BR ma noi non siamo stati avvertiti di questo, sennò i covi li avremmo trovati'". Davanti alle telecamere di NEXT (5 luglio 2005), l'approfondimento quotidiano di Rainews24, l'ex vicepresidente del CSM ed ex vicesegretario della Democrazia Cristiana Giovanni Galloni confida un ricordo degli "anni di piombo"...

 

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programmato da OTTOverona alle ore 13:09
domenica, 17 febbraio 2008

In relazione all'annunciata proclamazione d'indipendenza del Kosovo dalla Serbia, che dovrebbe essere ufficializzata domenica 17 febbraio 2008, il Coordinamento Progetto Eurasia manifesta in maniera netta il suo NO per diversi motivi:

1) Questa dichiarazione non darà seguito ad una vera indipendenza del Kosovo ma trasformerà la provincia serba in uno Stato fantoccio occupato dalla NATO ed appaltato alla mafia albanese dell'ex UCK;
2) L' "indipendenza" del Kosovo e Metohija mutilerà la Serbia della regione più importante per la sua storia nazionale e la sua cultura spirituale;
3) Verrà ancora una volta violato il diritto internazionale e in particolare la Risoluzione 1244 delle Nazioni Unite,
che attribuiva alla Serbia la sovranità sul Kosovo;
4) L' "indipendenza" del Kosovo provocherà un'ulteriore destabilizzazione dei Balcani, attizzando il nazionalismo albanese in Macedonia, Grecia, Sangiaccato, Montenegro e Serbia meridionale e il nazionalismo serbo nel nord del Kosovo (Kosovska Mitrovica) e in Bosnia Erzegovina (Republika Srpska);
5) L' "indipendenza" del Kosovo creerà un precedente che potrà essere utilizzato dalle varie regioni secessioniste europee, Transnistria, Abkhazia, Ossezia del Sud, Cipro nord, Nagorno Karabakh ... allargando il fossato tra Russia ed Unione Europea, a tutto vantaggio della strategia talassocratica di Washington;
6) L' "indipendenza" del Kosovo rischia di ricreare un artificiale "scontro di civiltà", contrapponendo cristiano-ortodossi serbi e musulmani albanesi, quando in realtà vittime della pulizia etnica perpetrata dai narcotrafficanti dell'ex UCK durante l'occupazione atlantista del Kosmet furono sia la minoranza
cristiano-ortodossa sia quella slavo-musulmana (gorani) e rom;
7) L' "indipendenza" del Kosovo favorisce soltanto i disegni geostrategici degli Stati Uniti, volti ad espandere la NATO ad Est (per assediare la Russia) e a mantenere il controllo di una zona  fondamentale per il passaggio degli oleodotti che trasportano il petrolio dal Mar Caspio;
8) L'unica soluzione per la questione del Kosovo e Metohija risiede in uno statuto speciale che garantisca alla provincia serba una forte autonomia e a tutta la regione balcanica l'integrazione in Europa.

Il Coordinamento Progetto Eurasia stigmatizza inoltre quei Paesi europei che si apprestano a riconoscere questo fasullo processo d'indipendenza, sotto la spinta delle varie multinazionali interessate alle ricchezze minerarie del Kosovo e investitrici nel progetto atlantista dell'oleodotto "Nabucco" (corridoio n. 8).



                Coordinamento Progetto Eurasia - www.cpeurasia.org
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