" 
IERI SERA, 25 MAGGIO
IL CONVOGLIO UMANITARIO
E' ENTRATO FINALMENTE
A GAZA. 40 MEZZI, CARICHI
DI FARMACI E STRUMENTI
OSPEDALIERI ( 12 SONO
AMBULANZE ), HANNO
FINALMENTE POTUTO
RAGGIUNGERE LA STRISCIA.
Lo stesso giorno le forze
di occupazione israeliane
hanno aperto il fuoco contro
dei contadini palestinesi,
nella zona est del quartiere
ash-Shuja'iyah, a Gaza,
e a Jabaliya, nel nord della
Striscia. Testimoni oculari
hanno riferito che le forze
israeliane hanno sparato con
intensità, utilizzando l'artiglieria
pesante, verso un gruppo di
contadini che stavano lavorando
la terra. Quotidianamente,
l'esercito di occupazione
prende di mira contadini e
pescatori palestinesi mentre
sono intenti al lavoro.
Oltre al feroce assedio che
soffoca la popolazione della
Striscia di Gaza, oltre alla distruzione
dell'economia di un'intera regione,
Israele colpisce anche
quelle piccole forme di
sussistenza quotidiana costituite
dall'agricoltura e dalla pesca.


Signori e Signore… siamo al circo!
Sono giorni, mesi, anni oramai che i media ci saturano il cervello inondandoci di notizie riguardanti la situazione in Palestina, prima con la guerra civile tra le fazioni palestinesi, ora con i razzi di Hamas su Israele e la “legittima” (?) risposta stragista di Tel Aviv.
E, ovviamente, contemporaneamente ci fanno il lavaggio del cervello per accomodarci le scelte politiche-strategiche dei Paesi occidentali civilizzati e democratici…
Non abbiamo letto, né sentito, né visto una sola notizia che sostenesse, a suo tempo, il diritto a rivendicare la vittoria elettorale da parte del partito palestinese vincitore, ed ora la legittima difesa da parte del Popolo arabo dei suoi figli, bimbi in primis, dalla “rappresaglia” indiscriminata dello stato sionista.
Questo perché Hamas, che gode di buona parte del consenso palestinese, è un’organizzazione non conforme ai rigidi schemi mondialisti delle Nazioni occidentali (che già a suo tempo pretendevano “democraticamente” di controllare le elezioni, da convalidarsi da organi di controllo occidentali…?!), e che soprattutto rappresenta una spina nel fianco per gli interessi dei Signori del Sistema “liberal-capitalista-democratico”.
Una realtà, Hamas, che è sì anche una fazione armata della volontà di autodeterminazione palestinese, ma che gode del consenso popolare proprio perché rappresenta quello che lo Stato dovrebbe essere: sostegno organico in tutti gli ambiti sociali a tutte le fasce della propria comunità.
Comprensibile, quindi, come i “Predicatori di Democrazia” abbiano dato ragione (a volte con imbarazzo, altre con un imbarazzante silenzio) prima ad Al-Fatah ed ora (come sempre) a Tel Aviv.
Una “democrazia” a chiave di lettura unilaterale e fondata sugli interessi di singoli stati o apolidi lobby. Ossia: un dubbio sempre più fondato che la democrazia sia una delle grandi fandonie della storia, una parola buona per tutte le occasioni e per giustificare ogni azione che di democratico ha ben poco… tanto “è in nome della Democrazia”!
Dove sono finiti gli embarghi, le ammonizioni, le contromisure, gli interventi, anche armati, adottati contro quegli stati o realtà ritenuti (a piacimento ed interesse occidentale) “canaglia” (Serbia, Afghanistan, Iraq, Iran, Corea del Nord, Hezbollah libanesi…) per quell’entità che, è agli occhi di tutti, da giorni nella Striscia di Gaza massacra indiscriminatamente centinaia e centinaia di civili palestinesi (compresi vecchi, donne e bambini) con attacchi che di “intelligenti” non hanno neppure più la parvenza? “Diritto alla difesa” si dirà (per poche vittime, centinaia di omicidi?...)… “Sia mai, toccare il povero staterello di Israele è lesa maestà” noi si risponderà!

L' ENNESIMO ATTO TERRORISTICOCHE RIMARRA' IMPUNITO.
IL REGIME SEGREGAZIONISTA DI TEL AVIV CONTINUA IL MASSACRO DEI LEGITTIMI ABITANTI DELLA PALESTINA.
ALTERNATIVA ANTAGONISTA E LA COMUNITA' SOLIDARISTA POPOLI FARANNO IL POSSIBILE PER DAR VITA AD UN PROGETTO INDIRIZZATO AL SOSTEGNO DELL'INFANZIA DI QUEL POPOLO. LA SOLIDARIETA' A PAROLE DEVE LASCIAR SPAZIO ANCORA UNA VOLTA ALLE AZIONI.
PER I KAREN, PER I BAMBINI DI BESLAN, PER QUELLI PALESTINESI: FACCIAMO CRESCERE TUTTI INSIEME LA PORTATA DEL NOSTRO CONCRETO AIUTO ALLA CAUSA DI CHI PAGA CON LA VITA LE POLITICHE DI ASSASSINI SENZA SCRUPOLI, SIANO ESSI GLI OCCUPANTI RAZZISTI DELLO STATO KAREN E DELLA PALESTINA O LE NARCOMAFIE DEL CAUCASO.
|
Non proprio shalom |
|
Così Israele ha armato e spinto |
|
Sceik Nasrallah, il leader di Hezbollah, gongolava l'altro giorno nel celebrare il secondo anniversario della guerra del Libano. E non soltanto per la sconfitta d'Israele. Il generale comandante della divisione Galilea, Gal Hirsh, costretto alle dimissioni alla fine del conflitto, ha addestrato, con poco successo, truppe speciali in Georgia e per Nasrallah gli va attribuita l'ncapacità dei georgiani a fronteggiare l'esercito russo. Sono sette anni che Israele è presente, con soldati della riserva, consiglieri, militari e mercanti d'armi, nell'ex repubblica sovietica. La società di cui Hirsh risulta a capo – Scudo difensivo – è una delle tante organizzazioni di mercenari che mettono sul mercato internazionale la capacità militare israeliana. Centinaia di ex militari israeliani alle dipendenze di Hirsh si sono alternati negli ultimi mesi per mettere a punto reparti speciali georgiani e prepararli all'uso di armi e strumenti bellici sofisticati, come gli aerei-spia senza pilota vanto della produzione israeliana. Il vasto commercio di armi in direzione di Tbilisi è cominciata grazie all'iniziativa di ebrei georgiani trasferiti in Israele. La vendita di questo materiale è soggetta all'autorizzazione del ministero della Difesa di Tel Aviv e anche del ministero degli Esteri che avrebbe, infatti, bloccato la spedizione di strumenti richiesti dall'aeronautica georgiana per non troppo entrare in conflitto con Secondo fonti di Tel Aviv, gli isrealiani coinvolti nel commercio hanno tentato invano di convincere le industrie belliche israeliane di vendere mezzi ancora più sofisticati alla Georgia. Il ministero della Difesa, infatti, si sarebbe opposto specialmente negli ultimi mesi dopo che tre aerei-spia senza pilota erano stai abbattuti dai russi. Era, per i diplomatici, un chiaro segno della rabbia, che stava crescendo in Russia nei confronti del governo israeliano. Fino ad allora Eric Salerno (Il Messaggero) Cosa dobbiamo dedurre da queste importanti ammissioni di colpa israeliane, pur diplomaticamente infiocchetate? 1) Israele sa di non pagare dazio; è troppo forte militarmente, satellitarmente, spionisticamente e politicamente per farlo. Se solo la metà di quanto ammesso a denti stretti dal governo ebraico fosse stato imputato alla Serbia, all'Iran o alla Corea si sarebbero invece convocati d'urgenza il Consiglio di Sicurezza dell'Onu o la corte internazionale dell'Aja chiedendo l'immediato procedimento per crimini contro la pace. 2) Se le ammissioni ci sono state significa che la partecipazione attiva e massiccia israeliana all'attentato alla pace in Ossezia non poteva più essere nascosta: troppo materiale isrealiano è finito nelle mani dei russi e, probabilmente, non pochi soldati privati assoldati dagli israeliani sono stati catturati nella controffensiva. 3) Israele vuole gettare acqua sul fuoco (di qui la ventilata contrapposizione tra falchi e colombe). Incassata la sconfitta militare e diplomatica, infatti, Tel Aviv che suol avere sale in zucca, punta su effetti collaterali, quale la messa in difficoltà della politica unitaria europea per il tramite dell'escalation da parte polacca che metterà a forte rischio la linea unitaria guidata dai tedeschi. Ma c'è anche la questione iraniana: in questi giorni Ahmadinejad deve consultarsi con Erdogan sull'ipotesi di apertura del pipe-line che attraverso Persia e Turchia collega Israele con l'India tenendola fuori dalla dipendenza russo-europea. Spostare la tensione tra Iran ed Europa e trovare un accordo con Teheran comprendente l'apertura del pipe-line (l'Iran è già per altre direttrici il principale fornitore di petrolio d'Israele) significherebbe per Tel Aviv compiere un ulteriore capolavoro diplomatico in mancanza del quale la tensione con lo stato isalmico diventerebbe invece effettiva per via della sua potenzialità nucleare e qualche conflitto, magari “tattico” diventerebbe inevitabile. 4) Gli Usa continuano a segnare il passo, surclassati da Israele dapprima nel dettare i tempi e i modi dell'aggressione all'Ossezia e alla Russia e poi nel gestirne gli effetti. Anche Bush però, in attesa del vertice Nato, ha finito con il calmare i toni. Ma forse perché qualcuno gli ha spiegato che |
|
|