programmato da OTTOverona alle ore 22:32
martedì, 26 maggio 2009


 

IERI SERA, 25 MAGGIO

IL CONVOGLIO UMANITARIO

E' ENTRATO  FINALMENTE

 A GAZA. 40 MEZZI, CARICHI

DI FARMACI E STRUMENTI

OSPEDALIERI ( 12 SONO  

AMBULANZE ), HANNO

FINALMENTE POTUTO

RAGGIUNGERE LA STRISCIA.

Lo stesso giorno le forze 

di occupazione israeliane 

hanno aperto il fuoco contro

 dei contadini palestinesi, 

nella zona est del quartiere

 ash-Shuja'iyah, a Gaza, 

e a Jabaliya, nel nord della 

Striscia. Testimoni oculari

 hanno riferito che le forze

 israeliane hanno sparato con 

intensità, utilizzando l'artiglieria

 pesante, verso un gruppo di 

contadini che stavano lavorando 

la terra. Quotidianamente,

 l'esercito di occupazione

 prende di mira contadini e 

pescatori  palestinesi mentre 

sono intenti al lavoro. 

Oltre al feroce assedio che

 soffoca la popolazione della 

Striscia di Gaza, oltre alla distruzione 

dell'economia di un'intera regione, 

Israele colpisce anche 

quelle piccole forme di 

sussistenza quotidiana costituite

dall'agricoltura e dalla pesca.

 

Permalink _ commenti _commenti (popup)
directory : palestina, israele, volontariato, popoli, antimondialismo

programmato da OTTOverona alle ore 16:37
mercoledì, 14 gennaio 2009

Non competizione, sinergia!

La popolazione di Gaza soffre ed è isolata. L'esercito israeliano, malgrado le decisioni ufficiali, non fa passare né viveri né medicine; siamo oramai sull'orlo del genocidio. Siamo in molti, tra gli uomini liberi e coscienziosi, a impegnarci per lenire le sofferenze di questa gente vittima dell'odio.
Per questa ragione noi della Comunità Solidarista Popoli e dell'associazione Soccorso Sociale, ci siamo immediatamente attivati.

Il fatto che abbiamo iniziato autonomamente le nostre campagne e indicato degli specifici numeri di conto corrente non vuole assolutamente dire che siamo in concorrenza: tutti gli aiuti convergeranno in perfetta sintonia d'intenti. Abbiamo anche preso in considerazione l'ipotesi di fare tutto con un'unica sigla ma abbiamo concluso che gli inconvenienti derivanti da questa scelta supererebbero i vantaggi visto che abbiamo sì un pubblico comune ma anche dei pubblici diversificati che hanno familiarità con l'una o l'altra sigla.

Inoltre sappiamo che esistono altre realtà (comitati, coordinamenti, associazioni) che intendono muoversi nella stessa direzione e che dovranno giocoforza mantenere le loro denominazioni. Ragion per cui l'unità dovrà tener conto della necessaria molteplicità.

Intendiamo quindi rassicurare tutti quelli che sono nostri interlocutori comuni; sostenere l'una o l'altra delle nostre iniziative è assolutamente identico; non siamo in competizione ma in sinergia. E occasioni per promozioni comuni della campagna per Gaza non mancheranno di certo.

Questa volta la pluralità di sigle è articolazione organica e non competizione da pollaio.

Aiutiamo, insieme, la gente di Gaza


Franco Nerozzi - Comunità Solidarista Popoli

Arrigo Trevisanello - Soccorso Sociale

Permalink _ commenti _commenti (popup)
directory : palestina, politica, amici, israele, volontariato, aiuto, popoli, antimondialismo

programmato da OTTOverona alle ore 14:52
lunedì, 12 gennaio 2009

POPOLI su "Il Corriere della Sera - Corriere di Verona" del 11.09.09, pag. 8

Image Hosted by ImageShack.us


...e su "L'Arena"

L'Arena - IL GIORNALE DI VERONA

Domenica 11 Gennaio 2009 CRONACA Pagina 12

SOLIDARIETÀ. Volantinaggio e raccolta fondi dell’associazione: «Porteremo cibo e medicine»

Gaza, appello di Popoli per la Palestina

Contro il massacro della popolazione palestinese a Gaza si mobilita anche la Comunità solidarista Popoli che, in collaborazione con l’associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese, ha organizzato ieri in via Mazzini un presidio con volantinaggio.
«Il settanta per cento delle vittime dell’aggresisone sionista a Gaza è costituita da civili», spiegano i volontari dell’associazione, «Il 35 per cento da bambini. Restare semplicemente a guardare equivale a rendersi complici del massacro. Gli abitanti di Gaza non hanno bisogno di proclami di solidarietà. Nè di sterili chiacchiere che non costyano nulla». E proseguono. «A loro servono farmaci, cibo e carburante. Noi glieli faremo avere, per questo diamo avvio alla raccolta fondi». Per contribuire alla causa, fare il versamento sul conto corrente postale 27183326 o bonifico bancario. Causale: Emergenza Gaza.
Image Hosted by ImageShack.us

Permalink _ commenti (1)_commenti (1)(popup)
directory : palestina, politica, israele, controinformazione, volontariato, verona, popoli, antimondialismo

programmato da OTTOverona alle ore 13:16
sabato, 10 gennaio 2009

Permalink _ commenti _commenti (popup)
directory : palestina, israele, volontariato, aiuto, popoli

programmato da OTTOverona alle ore 23:43
giovedì, 08 gennaio 2009

L'INDIFFERENZA UCCIDE

Restare a guardare equivale a rendersi complici del massacro. Le vittime di Gaza non hanno bisogno di
proclami di solidarietà, di sterili chiacchiere da blog, ma di mezzi di sopravvivenza.

PARTECIPATE ALLA RACCOLTA DI FONDI DESTINATI ALLA POPOLAZIONE DI GAZA.
FATE UN BONIFICO BANCARIO O UN VERSAMENTO POSTALE SUI CONTI DELLA COMUNITA' SOLIDARISTA POPOLI.
LE DONAZIONI VERRANNO INTERAMENTE UTILIZZATE PER L'ACQUISTO DI FARMACI E BENI DI PRIMA NECESSITA'.

C.C. POSTALE: 27183326

CODICE IBAN PER BONIFICO BANCARIO: IT19R051881170300000005719 2




PERCHE' STIAMO CON ISRAELE

Nel 1948 gli Arabi, con l'appoggio di alcune nazioni occidentali e la benedizione di potenti lobbies islamiche e neonaziste, crearono uno stato confessionale sulle terre abitate dagli Ebrei, sottraendo a questi più del 78% dei territori in cui vivevano da duemila anni.
Da tempo gli arabi avevano già provveduto a terrorizzare la comunità ebraica attaccando villaggi e distruggendo insediamenti, e a far saltare in aria soldati inglesi e semplici civili per mettere subito in chiaro chi avrebbe comandato in quel pezzo di terra. Donne e bambini ebrei vennero massacrati senza pietà da milizie barbute che agitavano il Corano.
Dopo aver vissuto la tragedia dell'Olocausto gli Ebrei subivano quindi una nuova sciagura.
Negli anni seguenti la formazione dello stato musulmano, una serie di guerre portò i Palestinesi ad occupare nuovi territori abitati da Ebrei. Il sogno della "Grande Palestina" promessa da Maometto stava per realizzarsi. Gli estremisti islamici se ne infischiavano delle numerose risoluzioni dell'ONU che condannavano la politica espansionistica dello Stato Palestinese. E nessuno osava intervenire in maniera realmente efficacie. I Palestinesi sono molto influenti, si sa. La lobby palestinese influenza la politica
occidentale, controlla l'informazione, manovra in parte i mercati finanziari. E la macchina propagandistica palestinese è così potente da riuscire ad annichilire sul nascere ogni voce che tenti di alzarsi in difesa degli Ebrei. Un chiaro esempio di ciò ci viene dal settore cinematografico ("l'arma più potente"). Non si hanno ricordi di pellicole prodotte da Hollywood che descrivano o anche soltanto accennino alla tragedia dell'Olocausto. E non è forse vero che ogni iniziativa, politica o culturale, che possa tener viva la memoria di quegli avvenimenti tragici viene sistematicamente scoraggiata in ogni parte del mondo?
Non è forse vero che nei testi scolastici l'Olocausto è appena accennato, mentre basta una timida protesta contro la politica espansionistica del governo palestinese per rischiare una infamante denuncia per "antiarabismo"?
In mezzo a questa congiura del silenzio, 6 milioni di Ebrei sono costretti da decenni a vivere come profughi nei paesi che confinano con la Grande Palestina. Non è loro consentito il rientro nei territori che essi abitavano prima dell'arrivo dei musulmani.
Verboten !!!
Al contrario, in Palestina può divenire cittadino chiunque decida di stabilirvisi, proveniente da ogni parte del mondo, dalla Russia come da Papua o dalle isole Tonga, purchémusulmano doc.
Cosa possono fare i poveri Ebrei allora per far sentire la loro voce disperata? Come possono scuotere l'opinione pubblica mondiale che sembra ignorare la tragedia di un popolo assetato, costretto a vivere in una stretta lingua di terra sovrappopolata, esposto alle violenze dell'esercito del Saladino, che impedisce ai bambini di raggiungere le loro scuole, ai contadini di coltivare gli ulivi? Pietre contro i blindati di Allah, attentati suicidi,lancio di missili "Abram" che scalfiscono le tegole delle case dei coloni musulmani.
I soldati con la Mezzaluna Rossa sono invece perfettamente armati grazie a miliardi di dollari che giungono nelle casse della Grande Palestina ogni anno. I feroci saladini sparano sui bambini. Sulle donne. Sui pacifisti che si oppongono alla distruzione delle abitazioni degli Ebrei. Tanto sanno che alla fine, la Storia, quella ufficiale, quella che nessun studioso può mettere in dubbio, pena la galera, darà loro ragione.
Ecco perché anche noi della Comunità Solidarista Popoli, come Gasparri, Capezzone e tanti uomini di buona volontà (quelli per intenderci che fanno scelte coraggiose, pronti a mettere a repentaglio addirittura la loro carriera politica per sposare la causa dei più deboli), stiamo tutti, orgogliosamente, con Israele.

Franco Nerozzi

Permalink _ commenti (2)_commenti (2)(popup)
directory : palestina, politica, israele, volontariato, aiuto, popoli, antimondialismo

programmato da OTTOverona alle ore 17:34
domenica, 04 gennaio 2009

PREDICATORI DI DEMOCRAZIA…

Signori e Signore… siamo al circo!

Sono giorni, mesi, anni oramai che i media ci saturano il cervello inondandoci di notizie riguardanti la situazione in Palestina, prima con la guerra civile tra le fazioni palestinesi, ora con i razzi di Hamas su Israele e la “legittima” (?) risposta stragista di Tel Aviv.

E, ovviamente, contemporaneamente ci fanno il lavaggio del cervello per accomodarci le scelte politiche-strategiche dei Paesi occidentali civilizzati e democratici…

Non abbiamo letto, né sentito, né visto una sola notizia che sostenesse, a suo tempo, il diritto a rivendicare la vittoria elettorale da parte del partito palestinese vincitore, ed ora la legittima difesa da parte del Popolo arabo dei suoi figli, bimbi in primis, dalla “rappresaglia” indiscriminata dello stato sionista.

Questo perché Hamas, che gode di buona parte del consenso palestinese, è un’organizzazione non conforme ai rigidi schemi mondialisti delle Nazioni occidentali (che già a suo tempo pretendevano “democraticamente” di controllare le elezioni, da convalidarsi da organi di controllo occidentali…?!), e che soprattutto rappresenta una spina nel fianco per gli interessi dei Signori del Sistema “liberal-capitalista-democratico”.

Una realtà, Hamas, che è sì anche una fazione armata della volontà di autodeterminazione palestinese, ma che gode del consenso popolare proprio perché rappresenta quello che lo Stato dovrebbe essere: sostegno organico in tutti gli ambiti sociali a tutte le fasce della propria comunità. 

Comprensibile, quindi, come i “Predicatori di Democrazia” abbiano dato ragione (a volte con imbarazzo, altre con un imbarazzante silenzio) prima ad Al-Fatah ed ora (come sempre) a Tel Aviv.

Una “democrazia” a chiave di lettura unilaterale e fondata sugli interessi di singoli stati o apolidi lobby. Ossia: un dubbio sempre più fondato che la democrazia sia una delle grandi fandonie della storia, una parola buona per tutte le occasioni e per giustificare ogni azione che di democratico ha ben poco… tanto “è in nome della Democrazia”!

Dove sono finiti gli embarghi, le ammonizioni, le contromisure, gli interventi, anche armati, adottati contro quegli stati o realtà ritenuti (a piacimento ed interesse occidentale) “canaglia” (Serbia, Afghanistan, Iraq, Iran, Corea del Nord, Hezbollah libanesi…) per quell’entità che, è agli occhi di tutti, da giorni nella Striscia di Gaza massacra indiscriminatamente centinaia e centinaia di civili palestinesi (compresi vecchi, donne e bambini) con attacchi che di “intelligenti” non hanno neppure più la parvenza? “Diritto alla difesa” si dirà (per poche vittime, centinaia di omicidi?...)… “Sia mai, toccare il povero staterello di Israele è lesa maestà” noi si risponderà!  

Una democrazia, quindi, che non esiste o, quantomeno, è ritenuta esistente solo quando rispecchia i desideri dell'Occidente. Come i governi sono decisi dall’alto e bisogna fare di tutto perché ognuno assolva il suo compito nel grande scacchiere mondialista, così esistono popoli di serie A e di serie B, con i primi che sono intoccabili in nome del “ricordo” e dell’affermazione della “lotta all’antisemitismo” e della democrazia, ed i secondi che sono trucidabili in  nome della “democrazia che avanza”, della “pace nel mondo”, della “lotta al terrorismo”… perpetrata da stati dalle condotte terroristiche pronti ad eliminare non più solo il pensiero non allineato ma pure, è sempre più palese, in base alla razza, all’etnia, alla nazionalità o alla religione.
Permalink _ commenti (3)_commenti (3)(popup)
directory : palestina, politica, israele, controinformazione, antimondialismo

programmato da OTTOverona alle ore 15:52
lunedì, 29 dicembre 2008

L' ENNESIMO ATTO TERRORISTICOCHE RIMARRA' IMPUNITO.

IL REGIME SEGREGAZIONISTA DI TEL AVIV CONTINUA IL MASSACRO DEI LEGITTIMI ABITANTI DELLA PALESTINA. 

ALTERNATIVA ANTAGONISTA E LA COMUNITA' SOLIDARISTA POPOLI FARANNO IL POSSIBILE PER DAR VITA AD UN PROGETTO INDIRIZZATO AL SOSTEGNO DELL'INFANZIA DI QUEL POPOLO. LA SOLIDARIETA' A PAROLE DEVE LASCIAR SPAZIO ANCORA UNA VOLTA ALLE AZIONI.

PER I KAREN, PER I BAMBINI DI BESLAN, PER QUELLI PALESTINESI: FACCIAMO CRESCERE TUTTI INSIEME LA PORTATA DEL NOSTRO CONCRETO AIUTO ALLA CAUSA DI CHI PAGA CON LA VITA LE POLITICHE DI ASSASSINI SENZA SCRUPOLI, SIANO ESSI GLI OCCUPANTI RAZZISTI DELLO STATO KAREN  E  DELLA PALESTINA O LE NARCOMAFIE DEL CAUCASO.  

Permalink _ commenti _commenti (popup)
directory : politica, israele, volontariato, aiuto, popoli, otto, karen, antimondialismo

programmato da OTTOverona alle ore 14:54
lunedì, 18 agosto 2008

Non proprio shalom

Così Israele ha armato e spinto la Georgia ad aggredire la Russia e la minoranza osseta

Sceik Nasrallah, il leader di Hezbollah, gongolava l'altro giorno nel celebrare il secondo anniversario della guerra del Libano. E non soltanto per la sconfitta d'Israele. Il generale comandante della divisione Galilea, Gal Hirsh, costretto alle dimissioni alla fine del conflitto, ha addestrato, con poco successo, truppe speciali in Georgia e per Nasrallah gli va attribuita l'ncapacità dei georgiani a fronteggiare l'esercito russo. Sono sette anni che Israele è presente, con soldati della riserva, consiglieri, militari e mercanti d'armi, nell'ex repubblica sovietica. La società di cui Hirsh risulta a capo – Scudo difensivo – è una delle tante organizzazioni di mercenari che mettono sul mercato internazionale la capacità militare israeliana. Centinaia di ex militari israeliani alle dipendenze di Hirsh si sono alternati negli ultimi mesi per mettere a punto reparti speciali georgiani e prepararli all'uso di armi e strumenti bellici sofisticati, come gli aerei-spia senza pilota vanto della produzione israeliana. Il vasto commercio di armi in direzione di Tbilisi è cominciata grazie all'iniziativa di ebrei georgiani trasferiti in Israele. La vendita di questo materiale è soggetta all'autorizzazione del ministero della Difesa di Tel Aviv e anche del ministero degli Esteri che avrebbe, infatti, bloccato la spedizione di strumenti richiesti dall'aeronautica georgiana per non troppo entrare in conflitto con la Russia. Il ministro della Difesa georgiana, David Kezerashvili, un “ex” israeliano conoscitore della lingua ebraica ha facilitato, secondo fonti di Tel Aviv citate dal quotidiano Yediot Aharonot, la collaborazione in campo militare tra i due Paesi. Tra gli israeliani che si sono dati da fare, come privati, l'ex ministro Roni Milo e suo fratello Shlomo, ex direttore generale dell'Industria militare israeliana, il generale Hirsh e un altro generale della riserva, Yisrael Ziv. L'elenco delle merci vendute è lungo: oltre agli arei senza pilota, torrette automatiche per mezzi blindati, sistemi anti-aerei, sistemi per comunicazioni, razzi e altre munizioni. “Gli israeliani dovrebbero essere orgogliosi per aver addestrato ed educato i soldati georgiani” ha commentato l'altro giorno un altro ministro, Temur Yakobashvili, anch'egli – rivela Yediot Aharonot – ebreo.

Secondo fonti di Tel Aviv, gli isrealiani coinvolti nel commercio hanno tentato invano di convincere le industrie belliche israeliane di vendere mezzi ancora più sofisticati alla Georgia. Il ministero della Difesa, infatti, si sarebbe opposto specialmente negli ultimi mesi dopo che tre aerei-spia senza pilota erano stai abbattuti dai russi. Era, per i diplomatici, un chiaro segno della rabbia, che stava crescendo in Russia nei confronti del governo israeliano. Fino ad allora la Georgia era considerata un “Paese normale” e, dunque, non c'era motivo, dicono al ministero degli Esteri israeliano, per non vederle armi e addetsrate le sue truppe. Un ex militare israeliano, appena rientrato dalla Georgia e intervistato da un quotidiano, ha accusato le società (Scudo difensivo ed altre) di aver rivelato segerti militari di Tel Aviv pur di guadagnarsi soldi e garantirsi nuove commesse.

 

Eric Salerno (Il Messaggero)

 

Cosa dobbiamo dedurre da queste importanti ammissioni di colpa israeliane, pur diplomaticamente infiocchetate?

1) Israele sa di non pagare dazio; è troppo forte militarmente, satellitarmente, spionisticamente e politicamente per farlo. Se solo la metà di quanto ammesso a denti stretti dal governo ebraico fosse stato imputato alla Serbia, all'Iran o alla Corea si sarebbero invece convocati d'urgenza il Consiglio di Sicurezza dell'Onu o la corte internazionale dell'Aja chiedendo l'immediato procedimento per crimini contro la pace.

2) Se le ammissioni ci sono state significa che la partecipazione attiva e massiccia israeliana all'attentato alla pace in Ossezia non poteva più essere nascosta: troppo materiale isrealiano è finito nelle mani dei russi e, probabilmente, non pochi soldati privati assoldati dagli israeliani sono stati catturati nella controffensiva.

3) Israele vuole gettare acqua sul fuoco (di qui la ventilata contrapposizione tra falchi e colombe). Incassata la sconfitta militare e diplomatica, infatti, Tel Aviv che suol avere sale in zucca, punta su effetti collaterali, quale la messa in difficoltà della politica unitaria europea per il tramite dell'escalation da parte polacca che metterà a forte rischio la linea unitaria guidata dai tedeschi. Ma c'è anche la questione iraniana: in questi giorni Ahmadinejad deve consultarsi con Erdogan sull'ipotesi di apertura del pipe-line che attraverso Persia e Turchia collega Israele con l'India tenendola fuori dalla dipendenza russo-europea. Spostare la tensione tra Iran ed Europa e trovare un accordo con Teheran comprendente l'apertura del pipe-line (l'Iran è già per altre direttrici il principale fornitore di petrolio d'Israele) significherebbe per Tel Aviv compiere un ulteriore capolavoro diplomatico in mancanza del quale la tensione con lo stato isalmico diventerebbe invece effettiva per via della sua potenzialità nucleare e qualche conflitto, magari “tattico” diventerebbe inevitabile.

4) Gli Usa continuano a segnare il passo, surclassati da Israele dapprima nel dettare i tempi e i modi dell'aggressione all'Ossezia e alla Russia e poi nel gestirne gli effetti. Anche Bush però, in attesa del vertice Nato, ha finito con il calmare i toni. Ma forse perché qualcuno gli ha spiegato che la Georgia che ha subito la controffensiva russa non è quella che confina con l'Alabama.

 

Permalink _ commenti (1)_commenti (1)(popup)
directory : politica, israele, controinformazione, russia, georgia, antimondialismo, ossezia