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IERI SERA, 25 MAGGIO
IL CONVOGLIO UMANITARIO
E' ENTRATO FINALMENTE
A GAZA. 40 MEZZI, CARICHI
DI FARMACI E STRUMENTI
OSPEDALIERI ( 12 SONO
AMBULANZE ), HANNO
FINALMENTE POTUTO
RAGGIUNGERE LA STRISCIA.
Lo stesso giorno le forze
di occupazione israeliane
hanno aperto il fuoco contro
dei contadini palestinesi,
nella zona est del quartiere
ash-Shuja'iyah, a Gaza,
e a Jabaliya, nel nord della
Striscia. Testimoni oculari
hanno riferito che le forze
israeliane hanno sparato con
intensità, utilizzando l'artiglieria
pesante, verso un gruppo di
contadini che stavano lavorando
la terra. Quotidianamente,
l'esercito di occupazione
prende di mira contadini e
pescatori palestinesi mentre
sono intenti al lavoro.
Oltre al feroce assedio che
soffoca la popolazione della
Striscia di Gaza, oltre alla distruzione
dell'economia di un'intera regione,
Israele colpisce anche
quelle piccole forme di
sussistenza quotidiana costituite
dall'agricoltura e dalla pesca.

PER LA GENTE D’ABRUZZO, PER GAZA, PER I KAREN.
LE INIZIATIVE DELLA COMUNITA’ SOLIDARISTA POPOLI.
Il Pullman Rosso, l’autobus londinese a due piani che avevamo allestito per ospitare una mostra fotografica itinerante sulla situazione della Birmania, farà ora delle tappe nei paesi del terremoto, trasformandosi per l’occasione in un CINEMA. Su 4 monitor verranno proiettati film e cartoni animati per i bambini, che verranno seguiti da volontari della Comunità. L’iniziativa partirà nella prima settimana di maggio, in collaborazione con gli amici de “L’Uomo Libero Onlus”, impegnati con noi anche nelle iniziative a favore del popolo Karen.
GAZA – Il 10 aprile, nel corso di una affollata conferenza tenutasi nel Castello Ursino a Catania, la Comunità Solidarista Popoli ha consegnato alla “Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese” un assegno di 3.000 euro, frutto della raccolta fondi avviata durante l’aggressione sionista contro la striscia di Gaza lo scorso gennaio. Il contributo di Popoli, che si unisce a quello di altre organizzazioni europee, permetterà la realizzazione di un CONVOGLIO UMANITARIO che il 2 maggio partirà da Milano alla volta di Genova, e poi di Alessandria d’Egitto, per arrivare infine al valico di Rafah. Lì, si attenderà l’autorizzazione al passaggio. A tal fine si chiede l’intervento della politica e delle istituzioni affinché facciano ogni pressione possibile sulle autorità egiziane. Il convoglio porterà farmaci e strumenti ospedalieri destinati alle strutture sanitarie della striscia di Gaza.
Un rappresentante di “Popoli” sarà con il convoglio e seguirà le fasi della distribuzione degli aiuti.
Ringraziamo tutti gli amici che ci hanno fatto pervenire il loro concreto sostegno. L’impegno della Comunità nei confronti della popolazione di Gaza si concretizzerà anche attraverso l’invio di medici e di infermieri negli ospedali della Striscia, nonché nella promozione delle adozioni a distanza, strumento di grande e positivo impatto sulla società civile palestinese. Nelle prossime ore pubblicheremo una lista di materiali sanitari necessari a Gaza, e avvieremo una raccolta.
KAREN – In questi giorni la resistenza del popolo Karen è messa a dura prova. L’Unione Nazionale Karen è sottoposta ad un vero e proprio ricatto da parte dei governi birmano e tailandese, decisi a porre fine alla resistenza per poter incrementare nelle regioni Karen i loro business ad altissimo profitto. Privati delle loro basi logistiche in territorio tailandese, ed attaccati nello stesso momento su più fronti, i Karen sono accerchiati dalle milizie collaborazioniste che godono del tacito permesso di Bangkok per sconfinare in Thailandia e colpirli alle spalle. L’intento è quello di costringere la K.N.U. ad un negoziato che porterà probabilmente a condizioni capestro. Ora i volontari dell’Esercito di Liberazione si stanno battendo nel disperato tentativo di mantenere una fetta di territorio sotto il loro controllo.
Centinaia di civili, fuggiti dalle zone dei combattimenti, sono privi di cibo. “Popoli” sta distribuendo loro generi di prima necessità
PER POTER PROSEGUIRE CON TUTTE QUESTE INIZIATIVE ABBIAMO BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO.
ORGANIZZATE PER “POPOLI” CENE DI RACCOLTA FONDI O ALTRI EVENTI BENEFICI. SAREMO LIETI DI PARTECIPARE ILLUSTRANDO LE NOSTRE ATTIVITA’.
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POPOLI
IDENTITA’ TRADIZIONE S0LIDARIETA’


Signori e Signore… siamo al circo!
Sono giorni, mesi, anni oramai che i media ci saturano il cervello inondandoci di notizie riguardanti la situazione in Palestina, prima con la guerra civile tra le fazioni palestinesi, ora con i razzi di Hamas su Israele e la “legittima” (?) risposta stragista di Tel Aviv.
E, ovviamente, contemporaneamente ci fanno il lavaggio del cervello per accomodarci le scelte politiche-strategiche dei Paesi occidentali civilizzati e democratici…
Non abbiamo letto, né sentito, né visto una sola notizia che sostenesse, a suo tempo, il diritto a rivendicare la vittoria elettorale da parte del partito palestinese vincitore, ed ora la legittima difesa da parte del Popolo arabo dei suoi figli, bimbi in primis, dalla “rappresaglia” indiscriminata dello stato sionista.
Questo perché Hamas, che gode di buona parte del consenso palestinese, è un’organizzazione non conforme ai rigidi schemi mondialisti delle Nazioni occidentali (che già a suo tempo pretendevano “democraticamente” di controllare le elezioni, da convalidarsi da organi di controllo occidentali…?!), e che soprattutto rappresenta una spina nel fianco per gli interessi dei Signori del Sistema “liberal-capitalista-democratico”.
Una realtà, Hamas, che è sì anche una fazione armata della volontà di autodeterminazione palestinese, ma che gode del consenso popolare proprio perché rappresenta quello che lo Stato dovrebbe essere: sostegno organico in tutti gli ambiti sociali a tutte le fasce della propria comunità.
Comprensibile, quindi, come i “Predicatori di Democrazia” abbiano dato ragione (a volte con imbarazzo, altre con un imbarazzante silenzio) prima ad Al-Fatah ed ora (come sempre) a Tel Aviv.
Una “democrazia” a chiave di lettura unilaterale e fondata sugli interessi di singoli stati o apolidi lobby. Ossia: un dubbio sempre più fondato che la democrazia sia una delle grandi fandonie della storia, una parola buona per tutte le occasioni e per giustificare ogni azione che di democratico ha ben poco… tanto “è in nome della Democrazia”!
Dove sono finiti gli embarghi, le ammonizioni, le contromisure, gli interventi, anche armati, adottati contro quegli stati o realtà ritenuti (a piacimento ed interesse occidentale) “canaglia” (Serbia, Afghanistan, Iraq, Iran, Corea del Nord, Hezbollah libanesi…) per quell’entità che, è agli occhi di tutti, da giorni nella Striscia di Gaza massacra indiscriminatamente centinaia e centinaia di civili palestinesi (compresi vecchi, donne e bambini) con attacchi che di “intelligenti” non hanno neppure più la parvenza? “Diritto alla difesa” si dirà (per poche vittime, centinaia di omicidi?...)… “Sia mai, toccare il povero staterello di Israele è lesa maestà” noi si risponderà!