" IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI
Il 19 febbraio, in una delle ormai sue consuete e leziose esternazioni, Francesco Kossiga dichiara tranquillamente in relazione all’abbattimento del Dc9 dell’Itavia avvenuto il 27 giugno 1980 sul cielo di Ustica che
"Furono i nostri servizi segreti che, quando io ero Presidente della Repubblica, informarono l'allora Sottosegretario Giuliano Amato e me che erano stati i francesi, con un aereo della Marina, a lanciare un missile non ad impatto, ma a risonanza. Se fosse stato ad impatto non ci sarebbe nulla dell'aereo. L'obiettivo non sarebbe stato il DC9 Itavia, bensì il leader libico Gheddafi e che fu salvato grazie a delle rivelazioni fattegli”. "La verità – aggiunge l’emerito esternatore - è che Gheddafi si salvò perché il Sismi, il generale Santovito, apprese l'informazione, lo informò quando lui era appena decollato e decise di tornare indietro (...) I francesi questo lo sapevano, videro un aereo dall'altra parte di quello italiano e che si nascose dietro per non farsi prendere dal radar".
Ormai è difficile stabilire se l’ex Presidente della Repubblica parli sotto l’impulso esilarante dell’alcool o sotto l’effetto di una incauta demenza. Un dono dell’Alzeimer? Potrebbe anche darsi. Resta il fatto che Kossiga ha nel tempo ricoperto le più alte cariche istituzionali “non potendo non sapere” quanto andava avvenendo della Colonia Italia.
Nel tragico tap-in Ustica-Bologna è avvenuto che si commercializzasse il sangue delle vittime criminalizzando gli antagonisti. Ed invece erano loro – i rappresentanti delle istituzioni - lì a tramare, ad architettare, a depistare. Decidevano loro, nella scontata logica della Ragion di Stato made in Usa, come provocare, prevenire, reprimere e… liquidare. Utilizzando le tecniche del rapimento, della liberazione degli ostaggi, dell’incastro dell’avversario politico. Grazie alle coperture della Cia ed alla disponibilità di magistrati prevaricati quali i Sica, gli Occorsio, i De Matteo. Come documentammo sul numero 4 di Giustizia Giusta del 2007 dopo le confessioni fatte a “Libero” il 14 luglio dello stesso anno dallo “statista” che nei costruiti anni di piombo ha ricoperto prima il ruolo di Ministro di Polizia e quindi quello di Presidente del Consiglio prima di diventare, per meriti di “servizio”, Presidente della Repubblica.
Vale appena ricordare che il 4 agosto 1980 Francesco Kossiga – al tempo Presidente del Consiglio – dichiarò in Parlamento che l’attentato alla stazione di Bologna era un attentato “fascista”, salvo poi uscirsene disinvoltamente fuori il 15 marzo del 1991 davanti al Comitato per i Servizi di Sicurezza di essersi sbagliato a definire “fascista” la strage del 2 agosto.
Nella stessa sede l’esternatore presentò le sue “scuse” ad alcuni inutili esponenti del Msi (quelli della doppia pena di morte!) per aver addebitato alla “destra” la strage. “Il giudizio da me espresso allora fu il frutto di errate informazioni conseguenza di una subcultura. Informazioni che mi furono fornite dai Servizi segreti e dagli organi di polizia… La subcultura e l’intossicazione erano agganciate a forti lobbies politico-finanziarie”.
Il 18 marzo 1991 feci sapere attraverso le agenzie di stampa di non accettare le “scuse” di Kossiga ritenendole “patetiche, ridicole, dolciastre e volgari”. “Le 85 vittime di un ignobile massacro (cui si aggiungono le altre vittime – a cominciare da Giorgio Vale e da Pierluigi Pagliai – dell’azione inquisitoria mirata alla ricerca di colpevoli di comodo in base alla logica della fazione, detta anche Ragione di Stato) esigono che sia fatta giustizia”. “In aula – io aggiunsi – dichiarai che Ustica chiama Bologna. L’ipotesi di una strage per coprire un massacro ha una sua precisa valenza che non potrà non fornire la spiegazione politica delle stragi che hanno insanguinato la Colonia Italia”.
Francesco Kossiga ha impudicamente taciuto e nessun magistrato – nonostante più volte i difensori dei “fascisti” condannati per editto di “lapide” ne abbiano chiesto l’audizione – ha voluto ascoltarlo.
Ora la “verità” su Ustica. Sono stati i Francesi (o gli Americani o – perché no? - il Mossad ) ad abbattere il Dc9 dell’Itavia. E a Bologna chi è stato?
Ho atteso sino ad oggi a scrivere di ciò che il 19 febbraio è stato detto da Kossiga-Zorro-Estenator-Picconatore– Alzeimer(?) in attesa che qualcuno a livello mediatico che conta ne parlasse. Nulla. Nessun giornale ha aperto a tutta pagina, nessuna trasmissione, nessuno tra i maggiori siti d’informazione, nessun telegiornale si è occupato del fatto. Siamo ancora una volta al silenzio degli innocenti…
Paolo Signorelli