programmato da OTTOverona alle ore 20:25
lunedì, 20 agosto 2007

Verona, lì 20 Agosto 2007

 

Perseverano i tentativi e le proposte (leggesi “sparate pubblicitarie”?) di alcuni consiglieri comunali veronesi di proporre il territorio di Verona per la costruzione di una nuova base NATO (contro chi poi che l’Urss non esiste più e con essa il vero ed unico fine dell’Alleanza Atlantica, ossia la contrapposizione al blocco sovietico).

 

Ora è la volta del consigliere Papadia, insieme all’ormai baluardo di questa battaglia consigliere Mariotti, a sottoporre “seriamente” all’attenzione U$A la candidatura della nostra città ad accogliere la base americana al posto di quella vicentina.

 

Non sappiamo se siano mossi da sterili nostalgie anticomuniste, da idee liberalcapitaliste e mondialiste (camerata Mariotti proprio lei così irriducibile dell’Idea del Fascismo immenso e rosso e terza via rivoluzionaria al comunismo ed al capitalismo americano??!) o da semplice servilismo al padrone a stelle e strisce, che già troppe basi e mezzi di soggiogazione ha in territorio europeo…

 

Sappiamo che sin da ora siamo contrari alla nefasta ipotesi di regalare Verona ai padroni del mondo… pure se Mariotti e Papadia li ospitassero a casa loro!!!… già questo sarebbe troppo.  

 

Anche se speriamo che i due consiglieri siano stati presi da deliri dovuti a colpi di sole estivi… o da fulmini antimondialisti, data l’odierna giornata di pioggia e fulmini (anche a ciel sereno)…

 

ALTERNATIVA ANTAGONISTA

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programmato da OTTOverona alle ore 17:41
sabato, 28 aprile 2007

Tenet accusa Bush: «La guerra a Saddam fu decisa a priori»

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE WASHINGTON - Il presidente Bush «non discusse mai seriamente se l'Iraq rappresentasse una minaccia per gli Stati Uniti né se fosse possibile sventarla senza un'invasione». Decise di attaccare Bagdad fin dal 2001, sebbene la Cia lo avesse informato che Saddam Hussein non era coinvolto nella strage delle Torri Gemelle e si giustificò con la notizia, poi risultata errata, che il raìs possedeva armi di sterminio. Così dichiara in un libro rivelazione, Al centro della tempesta, in uscita lunedì, l'ex direttore della Cia George Tenet che nel 2004 divenne il capro espiatorio del disastro iracheno. Il libro, che potrebbe rafforzare le richieste dei democratici di un ritiro, è un regolamento di conti. Quando Tenet fu defenestrato, la Casa Bianca gli attribuì due colpe: di avere spinto il presidente al conflitto affermando che sarebbe stato un «slam dunk» o canestro facile, e di aver segnalato che Saddam Hussein aveva cercato di procurarsi uranio per l'atomica dal Niger. Ma per l'ex direttore della Cia la responsabilità dello scandalo del Niger fu dell'allora consigliere della sicurezza «Condi» Rice. Mentre il termine «slam dunk» sarebbe stato usato per spiegare quanto sarebbe stato facile convincere gli americani della necessità della guerra. L'ex direttore della Cia spara ad alzo zero sui falchi del governo, in primo luogo sul vicepresidente Cheney e sull'ex sottosegretario alla difesa Paul Wolfowitz, l'attuale presidente della Banca mondiale. Prima del settembre 2001, protesta, ignorarono i nostri moniti su Al Qaeda, e dopo pressarono Bush perché attaccasse l'Iraq.

Corriere della Sera, 28 aprile, pag 18
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programmato da OTTOverona alle ore 16:31
martedì, 24 aprile 2007

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programmato da OTTOverona alle ore 20:53
martedì, 17 aprile 2007

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Riferendosi ai recenti sviluppi della “Questione Telecom”, l’esponente radicale Capezzone ha oggi paragonato l’Italia al Venezuela di Chavez.

MAGARI!”, rispondiamo noi.

In tal caso, avremmo un governo che:

- tutelerebbe il proprio Popolo e difenderebbe l‘interesse nazionale;

- nazionalizzerebbe beni di prima necessità e di interesse nazionale per intenti sociali, arrivando a pretendere di vendere il proprio petrolio in euro (sfidando così la vicina “patria della libertà“ a stelle e strisce), espropriare litri e litri di Coca-Cola per dissetare la cittadinanza (e i “poareti”) e difendere le proprie ricchezze naturali dall‘assalto multinazionale, senza nulla svendere al capitale straniero;

- contrasterebbe l’espansionismo, anche economico, americano e neoliberista, solidarizzando anche con quegli stati, qali l‘Iraq di Saddam, aggrediti dagli eserciti mondialisti;

- non sottostarebbe a diktat internazionali e non svenderebbe i beni della propria comunità;

- dialogherebbe e si alleerebbe con gli altri stati del proprio continente per la costruzione di un comune bene continentale (nel particolare, il cd. “bolivarismo”) e per perseguire gli interessi della propria gente (senza affermare, come invece ha fatto Casini, “difenderemo sempre gli interessi americani”), in un‘ottica realmente sociale e di terza via;

- si opporrebbe al continuo stupro liberalcapitalista del Sudamerica, continente dove, in riferimento alle risorse naturali, “si vive nella merda calpestando oro” (ossia l’esatto contrario degli U$A, dove “si vive nell’oro, calpestando merda“);

- sarebbe amato dalla gran parte della popolazione, in primis dalle fasce deboli, indigene ed indigenti (e non a caso nelle immagini tv relativi a proteste antigovernative venezuelane, possiamo sempre notare “poveri” scioperanti indossare Lacoste e vestiti di marca…).

Certo, sarebbe un governo che, perseguendo il bene dei più rispetto all’interesse dei pochi, sarebbe anche poco simpatico a quei “sindacati” che vanno a braccetto con gli interessi di lobby, multinazionali e potentati esteri… e, forse, sarebbe un governo che, come quello di Chavez, sarebbe inviso al George W. Bush di turno, tanto da costringere Dipartimento di Stato & C. a tentare (e fallire) colpi di stato… ovviamente in nome della “libera democrazia mondiale”…   

Ma c’è un non sappiamo chè che ci fa sorgere dubbi che l’attuale governo, come i precedenti del resto, non sia tale…

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programmato da OTTOverona alle ore 11:47
venerdì, 13 aprile 2007

Le sigle

Usaf: aviazione

Navy: marina

Army: esercito

Nsa: National security agency [Agenzia di sicurezza nazionale]

Setaf: Southern european task force [Task force sudeuropea]




Elenco per Regioni


Trentino Alto Adige


1. Cima Gallina [Bz]. Stazione telecomunicazioni e radar dell'Usaf.

2. Monte Paganella [Tn]. Stazione telecomunicazioni Usaf.


Friuli Venezia Giulia


3. Aviano [Pn]. La più grande base avanzata, deposito nucleare e centro di telecomunicazioni dell'Usaf in Italia [almeno tremila militari e civili americani ]. Nella base sono dislocate le forze operative pronte al combattimento dell'Usaf [un gruppo di cacciabombardieri ] utilizzate in passato nei bombardamenti in Bosnia. Inoltre la Sedicesima Forza Aerea ed il Trentunesimo Gruppo da caccia dell'aviazione Usa, nonché uno squadrone di F-18 dei Marines. Si presume che la base ospiti, in bunker sotterranei la cui costruzione è stata autorizzata dal Congresso, bombe nucleari. Nella base aerea di Aviano (Pordenone) sono permanentemente schierate, dal 1994, la 31st Fighter Wing, dotata di due squadriglie di F-16 [nella guerra contro la Jugoslavia nel 1999, effettuo' in 78 giorni 9.000 missioni di combattimento: un vero e proprio record] e la 16th Air Force. Quest'ultima è dotata di caccia F-16 e F-15, e ha il compito, sotto lo U. S. European Command, di pianificare e condurre operazioni di combattimento aereo non solo nell'Europa meridionale, ma anche in Medio Oriente e Nordafrica. Essa opera, con un personale di 11.500 militari e civili, da due basi principali: Aviano, dove si trova il suo quartier generale, e la base turca di Incirlik. Sara' appunto quest'ultima la principale base per l'offensiva aerea contro l'Iraq del nord, ma l'impiego degli aerei della 16th Air Force sara' pianificato e diretto dal quartier generale di Aviano.

4. Roveredo [Pn]. Deposito armi Usa.

5. Rivolto [Ud]. Base USAF.

6. Maniago [Ud]. Poligono di tiro dell'Usaf.

7. San Bernardo [Ud]. Deposito munizioni dell'Us Army.

8. Trieste. Base navale Usa.


Veneto


9. Camp Ederle [Vi]. Quartier generale della Nato e comando della Setaf della Us Army, che controlla le forze americane in Italia, Turchia e Grecia. In questa base vi sono le forze da combattimento terrestri normalmente in Italia: un battaglione aviotrasportato, un battaglione di artiglieri con capacità nucleare, tre compagnie del genio. Importante stazione di telecomunicazioni. I militari e i civili americani che operano a Camp Ederle dovrebbero essere circa duemila.

10. Vicenza: Comando Setaf. Quinta Forza aerea tattica [Usaf]. Probabile deposito di testate nucleari.

11. Tormeno [San Giovanni a Monte, Vi]. Depositi di armi e munizioni.

12. Longare [Vi]. Importante deposito d'armamenti.

13. Oderzo [Tv]. Deposito di armi e munizioni

14. Codognè [Tv]. Deposito di armi e munizioni

15. Istrana [Tv]. Base Usaf.

16. Ciano [Tv]. Centro telecomunicazioni e radar Usa.

17. Verona. Air Operations Center [Usaf ]. e base Nato delle Forze di Terra del Sud Europa; Centro di telecomunicazioni [Usaf].

18. Affi [Vr]. Centro telecomunicazioni Usa.

19. Lunghezzano [Vr]. Centro radar Usa.

20. Erbezzo [Vr]. Antenna radar Nsa.

21. Conselve [Pd ]. Base radar Usa.

22. Monte Venda [Pd]. Antenna telecomunicazioni e radar Usa.

23. Venezia. Base navale Usa.

24. Sant'Anna di Alfaedo [Pd]. Base radar Usa.

25. Lame di Concordia [Ve]. Base di telecomunicazioni e radar Usa.

26. San Gottardo, Boscomantivo [Ve]. Centro telecomunicazioni Usa.

27. Ceggia [Ve]. Centro radar Usa.


Lombardia


28. Ghedi [Bs]. Base dell'Usaf, stazione di comunicazione e deposito di bombe nucleari.

29. Montichiari [Bs]. Base aerea [Usaf ].

30. Remondò [Pv]. Base Us Army.

108. Sorico [Co]. Antenna Nsa.


Piemonte


31. Cameri [No]. Base aerea Usa con copertura Nato.

32. Candelo-Masazza [Vc]. Addestramento Usaf e Us Army, copertura Nato.


Liguria


33. La Spezia. Centro antisommergibili di Saclant [vedi 35 ].

34. Finale Ligure [Sv]. Stazione di telecomunicazioni della Us Army.

35. San Bartolomeo [Sp]: Centro ricerche per la guerra sottomarina. Composta da tre strutture. Innanzitutto il Saclant, una filiale della Nato che non è indicata in nessuna mappa dell'Alleanza atlantica. Il Saclant svolgerebbe non meglio precisate ricerche marine: in un dossier preparato dalla federazione di si parla di "occupazione di aree dello specchio d'acqua per esigenze militari dello stato italiano e non [ricovero della VI flotta Usa]". Poi c'è Maricocesco, un ente che fornisce pezzi di ricambio alle navi. E infine Mariperman, la Commissione permanente per gli esperimenti sui materiali da guerra, composta da cinquecento persone e undici istituti [dall'artiglieria, munizioni e missili, alle armi subacquee].


Emilia Romagna


36. Monte San Damiano [Pc]. Base dell'Usaf con copertura Nato.

37. Monte Cimone [Mo]. Stazione telecomunicazioni Usa con copertura Nato.

38. Parma. Deposito dell'Usaf con copertura Nato.

39. Bologna. Stazione di telecomunicazioni del Dipartimento di Stato.

40. Rimini. Gruppo logistico Usa per l'attivazione di bombe nucleari.

41. Rimini-Miramare. Centro telecomunicazioni Usa.


Marche


42. Potenza Picena [Mc]. Centro radar Usa con copertura Nato.


Toscana


43. Camp Darby [Pi]. Il Setaf ha il più grande deposito logistico del Mediterraneo [tra Pisa e Livorno], con circa 1.400 uomini, dove si trova il 31st Munitions Squadron. Qui, in 125 bunker sotterranei, e' stoccata una riserva strategica per l'esercito e l'aeronautica statunitensi, stimata in oltre un milione e mezzo di munizioni. Strettamente collegato tramite una rete di canali al vicino porto di Livorno, attraverso il Canale dei Navicelli, è base di rifornimento delle unità navali di stanza nel Mediterraneo. Ottavo Gruppo di supporto Usa e Base dell'US Army per l'appoggio alle forze statunitensi al Sud del Po, nel Mediterraneo, nel Golfo, nell'Africa del Nord e la Turchia.

44. Coltano [Pi]. Importante base Usa-Nsa per le telecomunicazioni: da qui sono gestite tutte le informazioni raccolte dai centri di telecomunicazione siti nel Mediterraneo. Deposito munizioni Us Army; Base Nsa.

45. Pisa [aeroporto militare]. Base saltuaria dell'Usaf.

46. Talamone [Gr]. Base saltuaria dell'Us Navy.

47. Poggio Ballone [Gr]. Tra Follonica, Castiglione della Pescaia e Tirli: Centro radar Usa con copertura Nato.

48. Livorno. Base navale Usa.

49. Monte Giogo [Ms]. Centro di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.


Sardegna


50. La Maddalena - Santo Stefano [Ss]. Base atomica Usa, base di sommergibili, squadra navale di supporto alla portaerei americana "Simon Lake".

51. Monte Limbara [tra Oschiri e Tempio, Ss]. Base missilistica Usa.

52. Sinis di Cabras [Or]. Centro elaborazioni dati [Nsa].

53. Isola di Tavolara [Ss]. Stazione radiotelegrafica di supporto ai sommergibili della Us Navy.

54. Torre Grande di Oristano. Base radar Nsa.

55. Monte Arci [Or]. Stazione di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.

56. Capo Frasca [Or]. Eliporto ed impianto radar Usa.

57. Santulussurgiu [Or]. Stazione telecomunicazioni Usaf con copertura Nato.

58. Perdasdefogu [Nu]. Base missilistica sperimentale.

59. Capo Teulada [Ca]. Da Capo Teulada a Capo Frasca [Or ], all'incirca 100 chilometri di costa, 7.200 ettari di terreno e più di 70 mila ettari di zone "off limits": poligono di tiro per esercitazioni aeree ed aeronavali della Sesta flotta americana e della Nato.

60. Cagliari. Base navale Usa.

61. Decimomannu [Ca]. Aeroporto Usa con copertura Nato.

62. Aeroporto di Elmas [Ca]. Base aerea Usaf.

63. Salto di Quirra [Ca]. poligoni missilistici.

64. Capo San Lorenzo [Ca]. Zona di addestramento per la Sesta flotta Usa.

65. Monte Urpino [Ca]. Depositi munizioni Usa e Nato.


Lazio


66. Roma. Comando per il Mediterraneo centrale della Nato e il coordinamento logistico interforze Usa. Stazione Nato

67. Roma Ciampino [aeroporto militare]. Base saltuaria Usaf.

68. Rocca di Papa [Rm]. Stazione telecomunicazioni Usa con copertura Nato, in probabile collegamento con le installazioni sotterranee di Monte Cavo

69. Monte Romano [Vt]. Poligono saltuario di tiro dell'Us Army.

70. Gaeta [Lt]. Base permanente della Sesta flotta e della Squadra navale di scorta alla portaerei "La Salle".

71. Casale delle Palme [Lt]. Scuola telecomunicazioni Nato sotto controllo Usa.


Campania


72. Napoli. Comando del Security Force dei Marines. Base di sommergibili Usa. Comando delle Forze Aeree Usa per il Mediterraneo. Porto normalmente impiegato dalle unità civili e militari Usa. Si calcola che da Napoli e Livorno transitino annualmente circa cinquemila contenitori di materiale militare.

73. Aeroporto Napoli Capodichino. Base aerea Usaf.

74. Monte Camaldoli [Na]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

75. Ischia [Na]. Antenna di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.

76. Nisida [Na]. Base Us Army.

77. Bagnoli [Na]. Sede del più grande centro di coordinamento dell'Us Navy di tutte le attività di telecomunicazioni, comando e controllo del Mediterraneo.

78. Agnano [nelle vicinanze del famoso ippodromo]. Base dell'Us Army.

80. Licola [Na]. Antenna di telecomunicazioni Usa.

81. Lago Patria [Ce]. Stazione telecomunicazioni Usa.

82. Giugliano [vicinanze del lago Patria, Na]. Comando Statcom.

83. Grazzanise [Ce]. Base saltuaria Usaf.

84. Mondragone [Ce]: Centro di Comando Usa e Nato sotterraneo antiatomico, dove verrebbero spostati i comandi Usa e Nato in caso di guerra

85. Montevergine [Av]: Stazione di comunicazioni Usa.


Basilicata


79. Cirigliano [Mt]. Comando delle Forze Navali Usa in Europa.

86. Pietraficcata [Mt]. Centro telecomunicazioni Usa e Nato.


Puglia


87. Gioia del Colle [Ba]. Base aerea Usa di supporto tecnico.

88. Brindisi. Base navale Usa.

89. Punta della Contessa [Br]. Poligono di tiro Usa e Nato.

90. San Vito dei Normanni [Br]. Vi sarebbero di stanza un migliaio di militari americani del 499° Expeditionary Squadron;.Base dei Servizi Segreti. Electronics Security Group [Nsa ].

91. Monte Iacotenente [Fg]. Base del complesso radar Nadge.

92. Otranto. Stazione radar Usa.

93. Taranto. Base navale Usa. Deposito Usa e Nato.

94. Martinafranca [Ta]. Base radar Usa.


Calabria


95. Crotone. Stazione di telecomunicazioni e radar Usa e Nato.

96. Monte Mancuso [Cz]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

97. Sellia Marina [Cz]. Centro telecomunicazioni Usa con copertura Nato.


Sicilia


98. Sigonella [Ct]. Principale base terrestre dell'Us Navy nel Mediterraneo centrale, supporto logistico della Sesta flotta [circa 3.400 tra militari e civili americani ]. Oltre ad unità della Us Navy, ospita diversi squadroni tattici dell'Usaf: elicotteri del tipo HC-4, caccia Tomcat F14 e A6 Intruder, gruppi di F-16 e F-111 equipaggiati con bombe nucleari del tipo B-43, da più di 100 kilotoni l'una.

99. Motta S. Anastasia [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

100. Caltagirone [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

101. Vizzini [Ct]. Diversi depositi Usa.

102. Palermo Punta Raisi [aeroporto]. Base saltuaria dell'Usaf.

103. Isola delle Femmine [Pa]. Deposito munizioni Usa e Nato.

104. Comiso [Rg]. La base risulterebbe smantellata.

105. Marina di Marza [Rg]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

106. Augusta [Sr]. Base della Sesta flotta e deposito munizioni.

107. Monte Lauro [Sr]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

109. Centuripe [En]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

110. Niscemi [Cl]. Base del NavComTelSta [comunicazione Us Navy ].

111. Trapani. Base Usaf con copertura Nato.

112. Isola di Pantelleria [Tp]: Centro telecomunicazioni Us Navy, base aerea e radar Nato.

113. Isola di Lampedusa [Ag]: Base della Guardia costiera Usa. Centro d'ascolto e di comunicazioni Nsa.

 

Ecco la vostra Libertà...

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